Diritto alla disconnessione: Iov, vietato Whatsapp per le comunicazioni sui turni di lavoro

I sindacati avevano riscontrato che veniva leso il diritto alla disconnessione per i lavoratori, ovvero quello di poter staccare la spina durante il tempo libero

CASTELFRANCO. Iov, basta Whatsapp o Telegram per le comunicazioni istituzionali. Erano stati i sindacati a segnalare l’«abuso dei social» nelle comunicazioni ai dipendenti dell’Istituto oncologico veneto che ha una sede anche a Castelfranco, da cui poi è scaturito l’intervento della direzione generale.

«Da tempo avevamo segnalato che troppe comunicazioni “ufficiali” avvenivano utilizzando gruppi di comunicazione sui social network o sui servizi di messaggistica istantanea, a tutte le ore del giorno e anche nei festivi, una abitudine non corretta», spiega Sara Tommasin della FP Cgil di Treviso.

I sindacati avevano riscontrato che veniva leso il diritto alla disconnessione per i lavoratori, ovvero quello di poter staccare la spina durante il tempo libero. Invece nelle aziende sanitarie di Padova e Rovigo i messaggi nei gruppi Telegram o Whatsapp, ma anche mail private circa l’organizzazione del lavoro più o meno urgenti arrivavano a qualunque ora: e qualcuno si era visto recapitare messaggi alle 23 con la richiesta urgente di presentarsi al lavoro alle sette del giorno dopo, pur non essendo in turno.

«Proprio per questo – continua Tommasin – avevamo specificato che ordini di servizio e direttive ufficiali devono passare tramite un canale istituzionale, con oggetto, indirizzo, estremi dei soggetti e protocollo. Certo, è ovvio che un gruppo limitato di persone, internamente, per comodità, può comunicare tramite certi strumenti. Ma le direttive ufficiali devono avere un canale altrettanto ufficiale. Siamo quindi soddisfatti della decisione presa dallo Iov e ora chiederemo di fare altrettanto alla Usl 2». 

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