Stadio Tenni, via al restauro Rinasce lo storico ingresso

Tra gli interventi per la riqualificazione dell’impianto anche il nuovo portale Ca’ Sugana: «Verrà rifatto come era negli anni ’50». Già affidato il progetto

Nel piano da 300 mila euro messo sul piatto da Ca’ Sugana per rimettere in sesto lo stadio Omobono Tenni, che per anni è stato praticamente abbandonato a se stesso tra danni, immondizie, sporcizia e mancanze varie, il Comune ha inserito anche un piano “architettonico” per riportare alle origini il portale di ingresso.

il cantiere


In parte ha già visto l’intervento dei ragazzi della scuola edile di Treviso, ma altre operazioni restano da fare e si faranno nel corso di queste settimane: ci sono da rimettere a norma gli impianti, risistemare gli spazi interni, riorganizzare e dovere le aree spettatori, installare i sistemi di allontanamento di colombi e piccioni che avevano rovinato parte delle tribune. Circa 210 mila euro di cantiere, per un totale di 305 mila euro tra tasse e spese tecniche di collaudo. Nell’intero pacchetto, Ca’ Sugana ha inserito una voce specifica relativa al restauro architettonico.

il portale

Il progetto è stato affidato all’ingegnere trevigiano Alberto Zara e prevede una spesa di 30 mila euro in opere edili. L’intenzione manifestata dall’amministrazione è quella di riportare l’ingresso del Tenni all’aspetto che aveva negli anni Cinquanta quando, caduto il fascismo che lo aveva ovviamente denominato “Stadio del Littorio”, l’impianto sportivo edificato negli anni Trenta era ancora in attesa di una nuova e vera intestazione ufficiale. Oggi, il “portale d’ingresso” è infatti l’emblema delle brutte vicissitudini della società: muri scorticati, ruggine, vernice su vernice a cancellare negli anni le scritte fatte dagli ultras (e non solo) contro la società e vari altri nemici. Il degrado è sotto gli occhi di tutti e il Comune, spingendo per il rilancio dell’immagine del Treviso Calcio, vuole partire anche dalle basi: ridare freschezza al volto del Tenni. Tutto nelle more del nuovo contratto che vincolerà i rapporti tra l’amministrazione e il Treviso Academy anche per quanto riguarda la manutenzione e la cura dello stadio. Atto che è stato definito nei giorni scorsi e dovrebbe andare e sostituire la concessione dello stadio alla società avviata l’estate scorsa ma in via “sperimentale”.

il terzo intervento

Per lo stadio è il terzo intervento di restauro nel corso degli ultimi vent’anni, e si aggiunge ai tanti altri soldi spesi nel tempo per vari interventi di varia entità. Alla fine il “calderone Tenni” ha cucinato, negli anni, milioni. Anche per questa ragione l’amministrazione non intende cedere all’idea di abbatterlo e trasferire il calcio altrove, come è stato più volte paventato negli anni e lo stesso Conte – prima di trovare la cordata rilancia Treviso – aveva ammesso di voler prendere in considerazione solo «come ultimissima possibilità». Il calcio resterà in città con il Tenni, da vedere se soli o con altre iniziative. La passata amministrazione aveva aperto alla possibilità di ospitare nella struttura sportiva anche altri eventi, concerti e perfino camper. L’attuale giunta pare intenzionata a stringere le maglie ma ha sempre ammesso di sperare in un progetto sportivo ad ampio raggio.

Federico de Wolanski

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