Scempio sulla collina Unesco: le ruspe fanno spazio a vigneto

Il caso riguarda il terrazzamento di un’area agricola a Formeniga. Ambientalisti sul piede di guerra. Il Comune replica: «Operazione autorizzata»

VITTORIO VENETO. «Fermate questo scempio nel cuore del patrimonio dell’umanità». È’ l’appello di Mountain Wildernes, per voce di Toio De Savorgnani e di Giancarlo Gazzola. . Dopo il vigneto tra i colli di Confin, dove il Comune ha sospeso i lavori per verificare se c’erano le autorizzazioni, altri due sbancamenti sono in corso poco distante, sulla collina di Formeniga. Se n’è parlato ieri pomeriggio, nella settimanale seduta di giunta. Il vicesindaco Gianluca Posocco certifica che i lavori erano stati autorizzati. In un caso si tratta di un vistoso sbancamento, chiamato riordino fondiario, per creare delle terrazze dove mettere a dimora il vitigno.

A poche centinaia di metri si lavora per estirpare le vecchie viti e piantarne di nuove. Al momento non si sa se anche in questo caso si materializzerà uno sbancamento. «Il presidente Luca Zaia ha dichiarato di recente che sono autorizzati solo espianti per rinnovare i vigneti, escludendo pesanti movimentazione di terreni. Ma qui – osservano gli ambientalisti di Mountain Wilderness – si trasforma radicalmente un versante del caratteristico colle di Formeniga. E siamo nel cuore dell’Unesco. Si possono autorizzare sfregi di questa gravità?».


Gazzola e De Savorgnani mettono le mani avanti: se si continua per questa strada si mette a rischio la continuità della tutela. I casi ieri in giunta sono stati esaminati puntualmente. Ne ha riferito l’assessore Ennio Antiga. «Posso assicurare da parte del Comune la massima vigilanza. Ecco perché abbiamo stoppato il cantiere nel vigneto di Confin – dice il sindaco Toni Miatto – approveremo nelle prossime settimane il Pat che recepirà anche le linee guida del piano urbanistico delle Colline Unesco, con le relative prescrizioni». Sulla stessa collina di Formeniga sono in corso lavori di ampliamento edilizio, autorizzati ancora prima del riconoscimento Unesco. Il piano urbanistico e, quindi, il Pat, non consentirà, in core zone, interventi invasivi se non di stretta riqualificazione degli ambienti esistenti».Viva attesa, intanto, per l'esito della vicenda giudiziaria del vigneto davanti alla scuola dell'infanzia di San Giacomo; in dicembre si pronuncerà il Tar. —

Francesco Dal Mas

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