Samantha, il caso approda in Regione Un’associazione «La sosterremo»

Veneto 2020 interroga Zaia: «Giunta inerte: le legge impone  si aiutare le vittime». Crisalide: «Donne, denunciate sempre»

«La Regione dov'è? Samantha e il figlio vanno protetti». Tre consigliere regionali, di fronte alla vicenda della 33enne trevigiana che ha denunciato il compagno per violenza domestica e ora è senza casa con il bambino di 4 anni – chiedono cosa faccia la giunta Zaia.

Amareggiata, delusa e impotente. La sensazione di abbandono da parte delle istituzioni è tale che Samantha ha dichiarato, in una lettera alla tribuna: «Potessi tornare indietro di sicuro non lo rifarei». Un comprensibile sfogo dovuto al momento, che non deve spingere le donne al silenzio. La denuncia va fatta per tutelare sé e i propri figli. Ma qualcuno deve pur intervenire.


Lo chiedono a gran voce Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Cristina Guard a (Civica per il Veneto), del coordinamento Veneto 2020; che in un’interpellanza sollecitano la Giunta ad intervenire urgentemente per proteggere Samantha e figlio. La sua storia ha colpito i consiglieri perché la giovane mamma denuncia la solitudine, e l'abbandono da parte di quelle istituzioni che invece avrebbero dovuto proteggerla. «Samantha è stata abbandonata, al punto che oggi dice che potendo tornare indietro non denuncerebbe l’uomo per violenza domestica», scrivono i tre, «inaccettabile che una donna e il figlio siano lasciati soli senza alcuna certezza. Le donne vittime di violenza e i propri figli vanno protetti, punto. Se così non è, siamo di fronte a un fallimento totale, una vergogna per le istituzioni che non possono mai voltare le spalle a chi ha più bisogno» concludono i tre, ricordando le leggi regionali cje tutelano le vittime. La Regione è tenuta a «promuovere nei confronti delle donne vittime di violenza interventi di sostegno», dice la legge, «volti a consentire di ripristinare la propria inviolabilità e di riconquistare la propria libertà, nel pieno rispetto di riservatezza e anonimato». Ma, per i consiglieri, non si «trova alcun riscontro di questo nella denuncia di Samantha». E chiedono alla giunta di «intervenire con urgenza, per una soluzione immediata che sia a Samantha e figlio la necessaria protezione».

La giovane ha sopportato a lungo le angherie del compagno, sperando – come purtroppo succede a tante donne – che le cose andassero a posto. Poi le minacce di morte («Ucciderò te e il bambino») e le condizioni psicofisiche al limite l’hanno spinta a chiedere aiuto al Centro antiviolenza Telefono Rosa di Treviso.

Nella prima fase la Rete ha risposto bene: accoglienza, supporto psicologico e legale, inserimento in una struttura protetta per 7 mesi. Poi però la donna si è trovata a sola alla ricerca di casa. Né poteva tornare nella casa di Maserada dove vive l’uomo che l’ha terrorizzata. E il lavoro da badante, con regolare contratto, non sembra garantirla agli occhi dei proprietari di case: rischia di finire in mezzo alla strada con il figlio.

Uno spiraglio di luce potrebbe ora aprirsi nel buio, ridandole speranza. «Samartha ti aiutiamo noi! Non arrenderti e non cedere alla paura perché c’è sempre qualcuno disposto a tendere la mano» Manola Sambo, presidente dell’associazione Crisalide, sede veneta a S.Maria di Sala, da anni supporta gratuitamente le donne vittime di violenza e i bambini, affrontando problematiche complesse e fragilità. «Samantha è coraggiosa e va aiutata», spiega Sambo, che non comprende né accetta il fatto che la giovane sia stata lasciata sola dalle istituzioni. Il rischio è che passi un messaggio pericoloso a chi si trova nelle sue condizioni. Far emergere la violenza fisica, psicologica, sessuale è un dovere nei confronti di se stesse e dei figli, costretti ad assistere ed anche a subire ogni sorta di angherie che nulla hanno a che far con il “troppo amore”, con cui a volte si etichettano questi efferati gesti. L’amore è distante anni luce da chi umilia, offende, ferisce nel corpo e nell’anima.

«Chiedete aiuto, a noi o ad altre associazioni come Telefono Rosa, ma non scegliete il silenzio», conclude la presidente di Crisalide (associazione.crisalide.ets@gmail.com) – Telefono Rosa Treviso 0422/583022.

Laura Simeoni



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