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Treviso, Mara Venier piange Elsa Svalduz: «Era speciale, un’amica vera»

«Elsa era il mio ultimo legame con il mio amato Veneto, una donna speciale, un’amica autentica e sincera, direi di più, una sorella maggiore, un pezzo della mia famiglia» La voce di Mara Venier si fa subito commossa. Il ricordo dell’amica Elsa Svalduz scomparsa sabato all’età di 92 anni le riempie la mente di ricordi e il cuore di tristezza

Valentina Calzavara
1 minuto di lettura

TREVISO. «Elsa era il mio ultimo legame con il mio amato Veneto, una donna speciale, un’amica autentica e sincera, direi di più, una sorella maggiore, un pezzo della mia famiglia» La voce di Mara Venier si fa subito commossa. Il ricordo dell’amica Elsa Svalduz scomparsa sabato all’età di 92 anni le riempie la mente di ricordi e il cuore di tristezza.

«Quanti bei momenti abbiamo trascorso assieme, io, Elsa e Dalila Di Lazzaro. Ci teneva unite un’amicizia profonda, di quelle vere, che nel mondo dello spettacolo si possono contare sulle dita di una mano» aggiunge Venier, che poche ore fa ha saputo della morte di Elsa grazie a una telefonata di Red Canzian dei Pooh. «Sono profondamente addolorata, Elsa era un riferimento per me, sempre pronta a darmi buoni consigli come solo una sorella sa fare. Protettiva e affettuosa. Era venuta al mio matrimonio, ne abbiamo passate tante assieme» racconta Venier. Poi chiude gli occhi e fa un tuffo nel passato, quando andava insieme a Elsa Svalduz in piazza dei Signori a prendere il caffè. «Era una donna bellissima e molto amata a Treviso, ricordo con quanta stima veniva salutata da tutti. Una signora dea piassa come piace dire a me».

Un legame così profondo che ha molto aiutato Venier dopo la perdita della madre quattro anni fa. «Non sono più tornata a Mestre da quando è mancata la mia mamma. Ed era grazie a Elsa se tornavo qualche volta in Veneto, facendo tappa a Treviso per andarla a trovare, le volevo davvero tanto bene». Insieme a Dalila Di Lazzaro, Elsa Svalduz era stata ospite a Domenica In. Per l’occasione indossava uno smoking nero, stile impeccabile, come sempre. I capelli pettinati all’indietro e gli occhi felici. «Quella in realtà fu una sorpresa che Elsa organizzò a me e a Dalila, perché era da un po’ di tempo che non ci vedevamo. Elsa mi esortava: ciamea. Così è nato quell’incontro. Lei credeva fermamente nell’amicizia e nell’importanza di coltivarla con cura» sottolinea Venier.

Le resta impresso il sorriso di Elsa, la sua verve, la sua vitalità nell’affrontare le gioie e i dolori della vita. Quando si incontravano era sempre entusiasta, parlava dei suoi viaggi in Kenya, dei colori e dei profumi di quella terra lontana. Mara Venier si porta tutto dentro: «L’ho sempre considerata una donna invincibile, dal forte temperamento, sempre all’insegna della liberà, avanti, per non dire una donna oltre. Questa era la bellezza della mia amata Elsa».

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