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«Rifiutate le aree offerte gratis», la Procura indaga sul nuovo Velodromo di Spresiano

Esposto di un gruppo di dirigenti: «Da Treviso e S. Vendemiano terreni gratis, ma la Federazione è andata da Mosole»

Giorgio Barbieri
2 minuti di lettura

SPRESIANO. Inchiesta della Procura sul Velodromo di Spresiano. Al centro di un esposto, presentato lo scorso marzo da un gruppo di dirigenti, c’è la decisione da parte della Federazione Ciclistica di aver dato il via libera alla scelta dell’area su cui costruire l’impianto non sui terreni offerti gratuitamente dai Comuni di Treviso e San Vendemiano, ma su quello della Mosole Spa a Spresiano.

La Finanziaria 2008 aveva concesso alla Federazione Ciclistica un contributo quindicennale di 2.000.000 di euro per ogni anno, ridotto poi nell’importo complessivo di 27.600.000 euro per la costruzione nella provincia di Treviso del velodromo.

l’esposto.  «Quello che è doveroso evidenziare», si legge nell’esposto depositato in Procura, «è la illogica scelta della area di costruzione del velodromo, le antieconomiche modalità di sfruttamento di tale area e la scelta dell’unico concessionario per lo svolgimento di tutto il progetto, non solo di costruzione ma anche della successiva attività gestionale ed organizzativa».

Per la costruzione dell’impianto sia il comune di Treviso che quello di San Vendemmiano avevano offerto alla Federazione Ciclistica Italiana terreni di proprietà pubblica ceduti e con uso gratuito. «Ciò nel chiaro fine di ottenere un moderno impianto sportivo nel loro comune con i relativi benefici di indotto e prestigio».

il rifiuto. Ma la Federazione, dopo avere affidato la concessione per la costruzione e gestione dell’impianto alla Pessina Costruzioni ( la quale poi ha costituito una società ad hoc, la Velodromo s.r.l), aveva dato il via libera alla scelta dell’area su cui costruire l’impianto non sui terreni offerti gratuitamente ma su quello situato a Spresiano.

«Il terreno individuato», si sottolinea, «era della Mosole S.p.a ( il cui azionista di maggioranza, Remo Mosole, intrattiene vari rapporti con i vertici della Federazione, avendo sinanche organizzato gare ciclistiche giovanili) la quale ha ceduto lo stesso terreno alla Velodromo s.r.l. in data 9 luglio 2018 per l’importo complessivo di 1.460.458 euro.

È concesso, seppur gratuitamente, alla Federazione il diritto di superficie dell’area su cui sta sorgendo il velodromo solo per 70 anni, dopodichè l’intera proprietà, e dunque anche il velodromo, sarà unicamente della società concendente Velodromo s.r.l. ( e cioè Pessina S.p.a.). Inoltre anche per tutti i 70 anni la società concedente Velodromo, bontà sua, avrà l’esclusiva di sfruttamento di ben 217 giorni all’anno avendo concesso alla Federazione solo 150 giorni di utilizzazione gratuita.

Alla luce di quanto illustrato è evidente il grave nocumento che la Federazione ciclistica ed anche tutta la collettività hanno patito per la scelta di tale area al posto di quelle concesse gratuitamente dagli altri comuni».

il sospetto. «La tempistica della costituzione delle società», si aggiunge nell’esposto, «dimostrano inequivocabilmente che la scelta dell’area è stata fatta a tavolino. Ma non basta. Si deve evidenziare come la Federazione Ciclistica abbia stipulato la convenzione con la società Pessina S.p.a senza attendere od ottenere la prevista certificazione antimafia condizionando l’efficacia del contratto definitivo all’espletamento dei controlli ex art 11 comma 8 D.lgs 163/2006».

Dunque c’è la richiesta alla PRocura di Procura di « disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così come esposti, valutando gli eventuali profili d’illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili».

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