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«Treviso Calcio, ecco cosa ce lo fa fare»

L’imprenditore della notte, l’oste, il comunicatore e tanti altri: «Crediamo a questo progetto sociale e per il territorio»

Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura

Uniti si vince. O quantomeno, si può consentire il rilancio di un club da troppi anni alla mercé di avventurieri. Così c’è chi s’è avvicinato con il passaparola e c’è chi era stato sponsor ai tempi della Serie A, c’è chi lo fa per i nipoti calciofili e c’è chi si propone di ospitare le feste promozione (scongiuri autorizzati). Il consorzio “Treviso Siamo Noi”, motore di Treviso Academy, procede spedito con 35 sottoscrizioni. E non sfugge il nome di qualche socio già rodato dall’esperienza con “Universo Treviso Basket”, bussola ispiratrice del nuovo progetto pallonaro.

Per Roberto Grigolin – l’azienda fu partner del Treviso nella storica avventura nel massimo campionato – è un ritorno: «Stimiamo e conosciamo il presidente Luigi Sandri (capofila del consorzio, ndr), crediamo al nuovo Treviso sul piano sociale e per la sua valenza territoriale. Mi è piaciuto com’è stato impostato il progetto: si fa quello che si può, senza passi più lunghi della gamba». Marino Sutto è della Isosystem, azienda di materiali termoisolanti con sede a Ponte di Piave: «Siamo qui grazie al passaparola, conosciamo bene gli altri soci Zanutta e Cimitan. Sono sempre stato appassionato di sport, avere il Treviso in A o B era motivo d’orgoglio. I miei nipoti giocano a Ponte, nel Team Biancorossi».

Ma l’estrazione degli affiliati è variegata. C’è pure l’avvocato Fabio Crea: «Due elementi alla base della scelta. La serietà della compagine societaria e la voglia di restituire alla città di Treviso un po’ di quello che mi ha dato da 30 anni a questa parte. Il calcio mi piace: sono tifoso dell’Inter e, per le origini calabresi, ho sempre sostenuto la Reggina». Un forte legame affettivo ha spinto pure Luca Pinzi (ZetaGroup Video & Communication), il cui fratello Marco è alla guida del consorzio: «Ho militato nell’Indomita, seguivo il Treviso per Datasport. L’obiettivo è creare una grande famiglia, il bello è che nel gruppo ci sono tanti abbonati della De’Longhi». Paolo Pini (Forniture elettromedicali) era già stato al timone del Treviso fra il 2014 e 2016: «Il calcio è una sorta di malattia, mio padre era stato consigliere del Treviso negli Anni Settanta. Avrei voluto creare un consorzio già ai tempi della mia gestione: “Treviso Siamo Noi” è la realizzazione di un sogno».

Volto noto è Marco Renosto, dell’osteria Naneti: «Ero abbonato al Treviso, mio fratello giocava nelle giovanili. Ci sono tanti amici, un progetto valido». Ma il consorzio oltrepassa pure i confini della Marca e raggiunge Camposampiero con Alex Visentin. Socio di “Lobby”, gestisce sette locali fra Veneto ed Emilia Romagna, fra cui il Radika in Fonderia: «Festeggeremo le vittorie nei miei locali. Gioco ancora a calcio negli amatori, ho conosciuto il sindaco Conte per via di alcuni eventi che vogliamo portare a Treviso». Davide Mensali rappresenta invece Movida Viaggi, agenzia di Montebelluna: «Abbiamo creduto nelle persone, vedo un progetto ambizioso e reale. Siamo già impegnati come sponsor al CornudaCrocetta, ma con questo Treviso hanno saputo toccare le corde giuste». —

Mattia Toffoletto

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