La guerra delle noci tra la Marca e gli Usa sul tavolo del governo

I produttori: «Invasi da tarocchi e da falsi Made in Italy» Il sottosegretario alle Politiche agricole promette battaglia

treviso. Scoppia la guerra delle noci tra la Marca e gli Stati Uniti. Da un lato i produttori trevigiani, che rivendicano la migliore qualità delle coltivazioni locali e il minor utilizzo di pesticidi e prodotti di sintesi chimica, e chiedono al governo, tramite Confagricoltura, «più sostegno per un settore in grande crescita». Dall’altro le noci made in Usa, che hanno invaso il mercato con prodotti venduti alla grande distribuzione e, troppo spesso, noci spacciate come made in Italy ma prodotte chissà dove, a costi inferiori.

l’appello


Fabio Curto, vice presidente di Confagricoltura, e Giangiacomo Bonaldi Gallarati Scotti, vice presidente della cooperativa Il Noceto a Chiarano, hanno incontrato nella sede del Noceto il sottosegretario al ministero delle Politiche agricole e forestali, Alessandra Pesce. «Il settore è cresciuto e ha ampi margini di crescita - hanno ribadito Curto e Scotti - ma c’è una concorrenza straniera molto agguerrita, soprattutto americana, che invade il mercato vendendo i prodotti alla grande distribuzione. Abbiamo bisogno di organizzare meglio la filiera e di crescere numericamente, ma necessitiamo di un sostegno del governo nella promozione del prodotto italiano, sottolineando come sia più sostenibile grazie al minor utilizzo di fitofarmaci e al ricorso a sistemi alternativi (come la lotta integrata). In questo senso servirebbero anche investimenti nella ricerca per far fronte a criticità e malattie». Le noci nella Marca sono una nicchia che resiste all’assalto del Prosecco: se ne producono 900 tonnellate l’anno (4 mila in tutto il Veneto). «C’è un buco normativo - sottolineano gli addetti ai lavori - che favorisce l’importazione indiscriminata di prodotti di scarsa qualità e anche il fenomeno dell’italian sounding».

il governo

Nell’incontro al Noceto, organizzato da Confagricoltura, il sottosegretario Pesce ha promesso la massima attenzione ai produttori trevigiani: «La frutta in guscio rappresenta un settore di interesse per l’economia agroalimentare del nostro Paese e offre prospettive di sviluppo dei territori vocati. Lavoreremo per andare incontro a esigenze che non possono più essere ignorate». —

Andrea De Polo

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