Bosco Olmè annulla l’anidride carbonica creata in un anno da quattromila auto

Secondo lo studio delle Università di Roma e Padova la foresta di Cessalto assorbe 8.198 tonnellate di veleni  

IL FENOMENO

Un polmone verde nell’Opitergino Mottense, il Bosco Olmè stocca all’anno 8.198 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni annue di 4.099 auto. Con i suoi 25 ettari il Bosco di Olmè rappresenta il più importante ed esteso bosco planiziale di pianura del Veneto Orientale documentato dalla cartografia veneziana fin dal 1600. Un patrimonio naturalistico che per volere dell’amministrazione Franzin è stato riqualificato e sottoposto a una serie di verifiche da parte dell’Università di Roma con la collaborazione di Etifor, unospin-off dell’Università di Padova che offre consulenza a enti e aziende per aiutarli a valorizzare i servizi e i prodotti della natura. «Un traguardo importante raggiunto grazie all’impegno della giunta e al sostegno dell’Associazione Forestale di Pianura (AFP), della quale il Comune di Cessalto è membro, e alla consulenza tecnica di Etifor che ci permette di affermare con sicurezza scientifica i benefici che il bosco sta portando al territorio» ha spiegato l’assessore all’ambiente Fabio Gabbana «Ora sappiamo, grazie alle verifiche fatte, che nel Bosco Olmè sono stoccate e conservate 8.198 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni annue di 4.099 auto. In poche parole, è come se l’anidride carbonica creata in un anno da 4000 auto non esistesse più grazie a questi alberi».


Il bosco di Olmè è uno degli ultimi discendenti delle selve preistoriche che caratterizzavano la pianura padano veneta. La caduta dell'impero romano e le prime invasioni barbariche determinarono una regressione delle colture e favorirono il ritorno delle foreste. I boschi, tra cui quello di Olmè divennero una fonte di vita per la comunità durante l'alto medioevo, attraverso la selvaggina, il legname, le piante commestibili spontanee e l'allevamento allo stato brado dei suini. Con il passare dei secoli, con la caduta della Repubblica di Venezia, da sempre protettrice del patrimonio forestale e con l'avvento della modernizzazione, dell'urbanesimo e di un'iniziazione della terra all'agricoltura intensiva i boschi iniziarono a scomparire o a vedere la propria superficie ridotta. Questo polmone verde è grande quanto 41 campi da calcio. La copertura arborea è costituita inoltre da: carpino bianco, orniello, olmo, frassino e acero. La fauna è ricca, tra gli anfibi vi sono la rana di Lataste, l'ululone dal ventre giallo e il tritone crestato. La comunità di uccelli è molto più complessa e stratificata, vi è l'allocco, l'assiolo, lo sparviere, il picchio rosso, verde e muratore, il falco cuculo e il colombaccio. Lo scorso anno il bosco ha ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Responsabile FSC ® entrando nel certificato di gruppo WaldPlus. La certificazione di Gestione Forestale Responsabile FSC assicura che una foresta o una piantagione forestale siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Quest’anno il Bosco Olmè è stato protagonista di un altro primato mondiale: è fra le prime foreste al mondo delle quali sono stati calcolati scientificamente gli impatti che i suoi alberi hanno sulla collettività, in termini sia di salute per le persone, sia per il contesto socio-economico del territorio.

La certificazione di gruppo WaldPlus ha infatti ottenuto il primo riconoscimento di tutti i servizi ambientali secondo il metodo promosso dallo schema di certificazione del Forest Stewardship Council ® (FSC). —

Gloria Girardini

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