Effetto Salvini, tagli all'assistenza dei migranti: a Treviso le coop se ne vanno

Ieri vertice in prefettura in visita del nuovo bando con le regole del decreto Salvini. Decine di migranti a rischio “strada”

TREVISO. Le ricadute del Decreto Salvini sui migranti si sono iniziate a vedere ieri. Il taglio ai servizi e ai costi dell’accoglienza definito dal capitolato dei bandi di gara disegnato dal ministero dell’Interno, rischia infatti di far saltare tutto il sistema dell’accoglienza diffusa della Marca (e non solo) portando i migranti accolti ad essere concentrati nella grandi strutture. Se ne è avuto prova ieri, in prefettura a Treviso, quando molte cooperative in vista del nuovo bando hanno annunciato un passo indietro.

il contratto. Il nodo è quello dei contratti per l’accoglienza stipulati nel 2018: a fine mese saranno tutti in scadenza. Per rinnovarli la prefettura dovrà fare un bando, ma avendo dato precedenza alle gare per la gestione dei due hub di Zanusso e Serena (qualcuno dice «non a caso») oggi manca il tempo per pubblicare la gara ed arrivare a fare le assegnazioni entro il 30 aprile.

Di qui la necessità di proroghe con “affidamento diretto” che dovranno rispondere però ai nuovi dettami del decreto che oltre a ridurre il personale in servizio riorganizzandolo, azzerare la mediazione culturale, tagliare in assistenza sanitaria e psicologica, riduce anche le spese per le strutture. Il tutto a svantaggio di chi fino ad ora ha fatto accoglienza nel “piccolo”, o in tanti “piccoli” come gli appartamenti.

il vertice. Al termine della riunione in piazza dei Signori a cui hanno partecipato – su invito della prefettura – tutti i rappresentanti delle coop e delle società che garantiscono la accoglienza diffusa in provincia, è emerso un clima di «perplessità» manifestata da molti presenti. Tra i gestori delle coop, però, la riunione veniva raccontata con toni più netti.

«Così non parteciperemo, non si può» diceva ieri una associazione della provincia. «Dobbiamo fare serie valutazioni» sottolineava un altro, «ma abbiamo già annunciato la nostra difficoltà a proseguire nell’impegno». E via così. Tant’è che la prefettura già ieri pomeriggio ha iniziato a «quantificare» le «perplessità» manifestate dalle coop. Ovvero a quantificare i migranti che un domani potrebbero ritrovarsi senza gestore, e senza casa.

redistribuire. La quantificazione va fatta per capire come e dove accoglierli. Le strade per la prefettura sono solamente due: o distribuirli tra gli operatori della accoglienza diffusa che decideranno di proseguire il loro impegno nonostante la stretta del Decreto Salvini (ammesso che ci siano i numeri) oppure inviarli negli hub provinciali. Ma questa procedura non è senza controindicazioni.

i problemi. I migranti oggi accolti e impiegati in percorsi di stage che si trovassero ad essere trasferiti d’imperio perché le coop che oggi li assistono non parteciperanno più, decideranno per il trasferimento o per il lavoro? E quelli che non lavorano, accetteranno il trasloco o preferiranno uscire dall’accoglienza come hanno fatto altri, in attesa dell’esito della loro domanda di asilo? Già ieri qualche operatore prospettava l’ombra che molti preferissero «continuare a vivere in strada, magari di espedienti». Ricalcando le critiche della prima ora al decreto. Di certo per la prefettura una partita difficile da gestire in tempi ristretti. Il decreto Salvini in provincia scatterà l’1 maggio . 

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