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Apre i battenti “La Farfalla” il nuovo b&b sociale di Loria

Davide Nordio

Un bed&breakfast sociale, a Loria, dove le persone autistiche possano cominciare ad essere autonome nella vita di tutti i giorni: la “pazza idea” di Franco Bizzotto e Feliciana Privitera, le anime della cooperativa Agorà, è diventata realtà.

Ieri il taglio del nastro de “La Farfalla”, struttura che a Loria si affianca alla Casa Gialla, dove sono ospiti a rotazione dieci persone. Parliamo di persone e non di ragazzi, perché Casa Gialla e Farfalla si rivolgono agli ultra diciottenni affett ...

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Un bed&breakfast sociale, a Loria, dove le persone autistiche possano cominciare ad essere autonome nella vita di tutti i giorni: la “pazza idea” di Franco Bizzotto e Feliciana Privitera, le anime della cooperativa Agorà, è diventata realtà.

Ieri il taglio del nastro de “La Farfalla”, struttura che a Loria si affianca alla Casa Gialla, dove sono ospiti a rotazione dieci persone. Parliamo di persone e non di ragazzi, perché Casa Gialla e Farfalla si rivolgono agli ultra diciottenni affetti da autismo, quelli per cui, essendo maggiorenni, non è più previsto alcun tipo di intervento, ma tutto è a carico delle loro famiglie.

«Una volta finivano in istituto», spiega Bizzotto, «ora possiamo offrire loro una opportunità di autonomia e di inserimento lavorativo, dando un concreto aiuto alle famiglie che grazie a noi possono trovare quel sollievo da una assistenza che deve essere continua e non permette di avere una vita normale».

Bizzotto ammette che quando parlava di questo progetto nessuno gli prestava fiducia: solo le famiglie e la fondazione I Bambini delle Fate hanno creduto in questa avventura: in concreto si tratta di tredici posti letto e di una grande cucina dove, sempre alla presenza di un operatore specializzato in autismo, gli ospiti possono fare la loro vacanza, magari permettendo anche ai loro famigliari di farla. Vi saranno laboratori che siano di avvio al graduale divenire adulto (saper comunicare, orientarsi, chiedere, usare servizi), imparando ad organizzare un ambiente casalingo in cui poter imparare a gestire la propria persona con periodi di vita autonoma e quindi di graduale distacco attraverso settimane di convivenza. E la gestione dell’accoglienza e ristorazione; Franco e la moglie Feliciana non sono nuovi a vincere le missioni impossibili: era già capitato dieci anni fa, qui a Castione.

Una signora, Adriana Alberton, aveva fatto vedere loro questa villetta nella campagna.

«Quando ha chiuso la porta», ricorda commosso Bizzotto, «non si è messa le chiavi in tasca ma me le ha date direttamente in mano dicendomi: tienile e fanne quello che vuoi per i tuoi ragazzi. Ti lascio la casa e tutto quello che c’è dentro. E così è nata Casa Gialla».

E, oggi, è proprio la piazzetta Adriana a unire le due strutture dedicate alle persone che vivono con difficoltà. —

Davide Nordio

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