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Volontari anti-violenza Corso per imparare ad aiutare le donne

Dopo l’apertura del centro Antares per chi cerca sostegno partono iniziative di formazione. Ricordando Denise

Gino Zangrando
2 minuti di lettura

MONTEBELLUNA. A Montebelluna si lotta a tutto campo contro la violenza di genere pensando sempre alla tragedia di Denise Morello. Dopo il centro “Stella Antares” per l’aiuto delle donne vittime della brutalità dei loro compagni e il progetto “Cambiamento Maschile” – che vuole aiutare gli uomini violenti a contenere la loro aggressività – ora arriva il corso per i volontari anti-violenza che si terrà sabato 9 marzo e sabato 16 marzo al centro “Stella Antares”, in via dei Martini 4, dalle 9 alle 13. Si sono già iscritti all’evento – che è gratuito grazie al progetto Vera- Mente (acronimo di Verso la rete regionale antiviolenza), ma a numero chiuso – una ventina di persone che prestano opera di volontariato in case rifugio o in centri anti violenza o che partecipano alla programmazione in questo ambito.

«Tra di loro ci sono anche due medici» spiegano dalla cooperativa Una Casa per L’Uomo che gestisce lo “Stella Antares” e il progetto “Cambiamento Maschile”.

Nei due sabati si discuterà del problema a tutto tondo dai vari tipi di violenza di genere, alle sue conseguenze, fino al funzionamento della rete pubblica e privata che si interessa al problema. Le date del corso non sono state scelte a caso. «Oltre alla disponibilità dei relatori abbiamo pensato a questo periodo simbolico, vicino all’8marzo, festa della donna.

I volontari dovranno offrire il loro supporto a donne vittime di violenze che si rivolgono ai centri esistenti. Il loro compito sarà di accompagnarle con sostegno psicologico, legale e di trovare strade possibili per uscire dal tunnel.

Questa iniziativa ha il sostegno dell’amministrazione comunale di Montebelluna.

La sensibilità pubblica sulla violenza di genere a Montebelluna e nei suoi dintorni è notevolmente accresciuta dopo le tragedia del 16 aprile 2013 quando la ventiduenne Denise Morello venne uccisa in città dal suo ex fidanzato quarantenne Matteo Rossi che si suicidò dopo il delitto. Da allora l’attività di prevenzione è all’avanguardia a Montebelluna con l’attivazione del centro antiviolenza nel 2015 e poi del progetto “Cambiamento Maschile”.

La situazione per le donne vittime di violenze è difficile, ma i dati sono incoraggianti. Nel 2017 sono stati una cinquantina gli uomini che si sono rivolti al centro “Cambiamento maschile”, l’unico nella Marca. Il 90% di loro sono italiani con un’età media di40 anni, ma ci sono anche uomini di 25 e 75 anni. Imprenditori, operai, liberi professionisti, insegnanti, disoccupati con un unico comune denominatore: l’incapacità di governare la rabbia nelle relazioni di coppia. Secondo dati diffusi l’anno scorso gli uomini coinvolti migliorano la loro condizione in una percentuale tra il 70 el’80 %.

In costante crescita anche le donne aiutate dal Centro Stella Antares, che provengono soprattutto da Montebelluna e da un territorio comprendente anche Asolo, Valdobbiadene e Vedelago.

Nel 2017 erano un centinaio. Nel 2018 questo numero è stato più che raddoppiato sommando le assistite che hanno iniziato il percorso nei due anni e non lo hanno ancora concluso. La fascia d’età più colpita va dai 41 ai 50 anni, l’80 per cento sono italiane, l’istruzione è medio-alta: il 58 % di loro sono diplomate o laureate. —

Gino Zangrando

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