Droni, robot e 6G: un castellano a New York È alla guida di un team di ricerca sul futuro

Marco Mezzavilla, 35 anni, esperto delle reti di prossima generazione gestisce il centro NYUWireless  

IL PERSONAGGIO

Ha ricevuto 2,3 milioni di dollari di fondi americani da gestire con il suo team di ricerca alla NYU Wireless, l’innovativo centro di ricerca universitario sulle nuove tecnologie a New York. Il castellano Marco Mezzavilla, 35 anni, è un esperto sulle reti di prossima generazione 5G. Laureato in ingegneria delle telecomunicazioni all’università patavina, dopo il dottorato Mezzavilla è volato a New York dove sta dirigendo un gruppo di ricercatori per testare nuove tecnologie di comunicazione ad altissima frequenza per garantire la sicurezza pubblica. Un esempio? «Grazie alla collaborazione che abbiamo avviato con il dipartimento di robotica dei pompieri di Austin, in Texas, stiamo definendo scenari e requisiti di comunicazione per migliorare l’efficienza e la sicurezza durante le missioni di emergenza», racconta Mezzavilla. «Stiamo sperimentando l’utilizzo dei droni per monitorare incendi con video ad alta qualità e bassa latenza, oppure flotte di droni per fornire alta connettività a terra quando l’infrastruttura di rete è colpita da una calamità naturale». Non solo: «Stiamo investigando su come un nuovo canale di comunicazione wireless può essere usato per controllare robot a distanza tramite molteplici sensori, con grossa capacità per mantenere il sistema stabile e responsivo». Mezzavilla si sta occupando anche di “scenari veicolari”, tra cui le “ambulanze connesse” e dunque intelligenti.


Mezzavilla, benchéstabilmente a New York, ha sempre i legami con il territorio: «Da 5 anni collaboro con l’università di Padova e sono riuscito, grazie a un progetto, ad attirare fondi e far stanziare mezzo milione di dollari dall’agenzia americana Nist, National institute for standards and technology, per portare avanti la collaborazione tra Padova e New York, pagando anche i ricercatori padovani coinvolti nelle ricerche di nuovi sistemi tecnologici».

Mezzavilla ha anche una startup: «La visione è duplice: da un lato intendiamo testare e commercializzare chip (dispositivi) wireless per le reti di nuova generazione 5G e oltre. Crediamo infatti che la tecnologia su cui si sta focalizzando l’industria sia inefficiente e dunque incapace di soddisfare determinati requisiti di comunicazione, soprattutto in scenari di comunicazione mobili e dinamici, con sistemi integrati di automazione, droni e robots», spiega il ricercatore. «Dall’altro intendiamo costruire e distribuire piattaforme di prototipazione wireless al fine di democratizzare il mondo della ricerca su altissime frequenze per 5G e 6G». Ma Mezzavilla non solo è esperto di 5G, è già oltre: di recente ha pubblicato uno studio scientifico sul 6G, la rete del futuro a partire dal 2030, in cui si utilizzeranno bande ancor più alte in frequenza. Lo presenterà in Finlandia il prossimo mese, durante il primo 6G wireless summit al mondo.

Mezzavilla è stato protagonista dell’ultima puntata di Petrolio girata negli studi Rai di New York. —

Maria Chiara Pellizzari

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