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Brutto voto al figlio, blitz a scuola del papà: blocca la lezione e interroga gli alunni

L’uomo è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio dopo aver intimato al professore di rivedere la valutazione

Marco Filippi
2 minuti di lettura
(fotogramma)

MORGANO. Un ragazzino delle scuole medie, prende un brutto voto in una materia. Non condivide la valutazione dell’insegnante, torna a casa e si sfoga in lacrime con i genitori. Il padre, su tutte le furie, all’indomani, va a scuola, affronta a muso duro il docente e successivamente entra in classe interrompendo la lezione e chiedendo ad uno ad uno, agli alunni, se il figlio effettivamente meritasse quel voto. Un atteggiamento che ha scosso alcuni tra i giovani studenti. Alla fine, l’uomo si allontana, non senza dire alla professoressa, davanti a testimoni e con tono di sfida: «Mi auguro che riveda quella valutazione». Prof, insegnanti, dirigenti scolastici e persino alcuni genitori sono stati sentiti in questi giorni, testimoni diretti e indiretti del fatto. Nel frattempo, nei confronti dell’uomo è pronta una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Una vicenda per certi aspetti simile (ancora un professore nel mirino dei genitori che difendono i figli con comportamenti fuori dalle righe), ma per altri diversa da quella (qui non ci sono state aggressioni fisiche ma una sorta di interrogatorio nei confronti di alunni, compagnia di classe del figlio). A Morgano non si parla d’altro anche perché insegnanti, preside e genitori sono stati chiamati per deporre e fornire la loro testimonianza sul fatto. Fonti interne confermano la notizia, ma non rilasciano dichiarazioni; massimo il riserbo.

Il brutto voto

Il fatto risale a poche settimane fa, qualche giorno prima che la scuola terminasse per le vacanze natalizie. È in quei giorni che un ragazzino che frequenta una scuola media nel territorio comunale di Morgano torna a casa contrariato per un voto preso in una materia letteraria. Lo dice ai genitori e il padre non la prende assolutamente bene. È convinto che il figlio sia stato vittima di un’ingiustizia e all’indomani va a scuola per affrontare a muso duro la professoressa che gli ha rifilato il voto negativo. Quando la vede, la aggredisce verbalmente. Poi sale nella classe del figlio, interrompe la lezione in corso e chiede conto del voto preso ai compagni di classe. Pare che qualcuno scoppi anche in lacrime.

«Riveda quel voto»

Nonostante l’insegnante presente lo inviti a lasciare la classe, l’uomo non vuole sentire ragioni. Poi quando lascia la scuola, alla prof che aveva osato dare una valutazione negativa al figlio, dice: «Spero che riveda quel voto». Naturalmente, il blitz inatteso lascia la classe, ma anche gli insegnanti e la preside nel più completo sconcerto. Naturalmente ne discutono sia i prof che anche i genitori, informati del fatto dai figli. Il dirigente scolastico, da parte sua, avvia degli accertamenti interni per approfondire quanto è successo e poi stende un dettagliato resoconto del fatto ai carabinieri. Che non perdono tempo e procedono ad ascoltare preside, insegnanti, collaboratori scolastici e genitori la versione dei fatti è univoca. Tutti concordano su una versione univoca di quanto è successo. Ed in paese si propaga la voce del blitz pre-natalizio alle scuole medie. Un fatto che ora è diventato oggetto di indagine da parte delle forze dell’ordine.

La denuncia

Le audizioni dei testimoni si starebbero per concludere e nei confronti dell’uomo, poco meno che quarantenne della zona, è pronta una denuncia per interruzione di pubblico servizio, un reato, previsto dall’articolo 340 del codice penale che punisce chiunque interrompa un servizio pubblico rischiando la reclusione fino ad un anno. Si tratta di un episodio simile a quello avvenuto, nel dicembre 2017, alle scuole Casteller di Paese con un prof schiaffeggiato da un genitore che aveva “osato” rimproverare il figlio che non voleva uscire dalla classe per la ricreazione. —
 

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