Donati un telescopio e 12 strumenti astronomici al museo

Orologi solari del Sette-Ottocento e altre collezioni «La nostra struttura funziona: ogni anno 30 mila visitatori»

MONTEBELLUNA. Il Museo di Storia e Scienze Naturali “Bellona” di Montebelluna – uno dei più importanti del Veneto anche per le sue attività didattiche oltre che per le collezioni, visitato ogni anno da quasi 30mila persone, al ritmo di 2.500 al mese – si arricchisce di due importanti donazioni astronomiche.

Da parte di Ines Savio è stato donato un telescopio per l’osservazione del sistema solare perché venga utilizzato dai visitatori durante le iniziative di osservazione del cielo, periodicamente organizzate dalla sezione di astronomia utilizzando a specola che c’è nel giardino del museo. E poi da Gian Paolo Cellini è arrivata una importante e preziosa collezione costituita da 12 strumenti astronomici da esporre nelle sale naturalistiche e da 21 volumi da conservare nel Centro di Documentazione del Museo e che spiegano l’uso degli strumenti astronomici donati.


Quasi tutti gli strumenti astronomici risalgono al 1.700 e al 1.800, alcuni sono in avorio, in ottone, in argento, costruiti a Norimberga, a Parigi, a Londra ecc. , quindi preziosi anche come materiali oltre che dal punto di vista scientifico e artistico.

Ci sono un astrolabio planisfero in bronzo di fattura indopersiana degli inizi del 1.800, orologi solari in argento, in ottone, in avorio, in legno, in metallo e carta, in legno e carta stampata, tutti firmati, che vanno dal XVIII secolo agli inizi del XX.

Una collezione preziosa che arricchisce un museo che è un centro di attrazione a livello regionale.

E non è un caso se proprio al Museo Civico di Montebelluna arrivano queste donazioni. Arrivano perché è una struttura che funziona, che viene visitata, che fa cultura.

«Noi abbiamo in organico un conservatore naturalistico e un conservatore archeologico e questo è importante perché sta a significare che tutto il materiale, sia naturalistico che archeologico, è curato da esperti», spiega la direttirce del Museo Civico, Monica Celi.

«È un fattore importante, che ci distingue da tanti altri musei, e fornisce quelle garanzie di conservazione, esposizione, consultazione che fanno poi arrivare queste donazioni che altrimenti nel tempo andrebbero disperse nel territorio». —

Enzo Favero

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