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«Mio figlio ucciso dal guardrail», genitori fanno causa alla Provincia di Treviso

I genitori di Roberto D’Agostin vogliono far luce sull’incidente che costò la vita al figlio. Citato anche il Comune di Follina

Alessandro Bozzi Valenti
1 minuto di lettura

CISON. Accertare se Provincia e Comune di Follina abbiano delle responsabilità sulla morte di loro figlio. È con questa intenzione che Adriano e Laura D’Agostin, genitori di Roberto, 27enne di Tovena di Cison morto il 10 settembre dello scorso anno in seguito ad un drammatico incidente stradale in Comune di Follina, hanno convocato in tribunale a Treviso i due enti pubblici. I guardrail che delimitano la carreggiata della provinciale 4 seguivano le norme di legge? Faceva altrettanto la cuspide del guardrail stesso su cui ha sbattuto il giovane dopo l'uscita di strada? La ringhiera della pista ciclopedonale su cui è poi piombata la Fiat 500 del giovane era regolare? Questi, a quanto trapela, i punti essenziali su cui si basa l’azione dei D’Agostin.

LA NOMINA DI UN PERITO. La vertenza è appena cominciata. Il tribunale civile di Treviso infatti nominerà ora un tecnico super partes che, tramite una perizia, dirà la propria sull’accaduto. Dopo il vaglio del professionista, a cui si aggiungeranno le verifiche delle parti, scatterà l’eventuale giudizio, che - nelle ipotesi - potrà portare ad un risarcimento alla famiglia.

MANUFATTI ANCORA TRANSENNATI. Nel frattempo sia Provincia di Treviso che Comune di Follina, tramite le rispettive compagnie assicurative, hanno nominato dei legali per la difesa. Intanto, da quel 10 settembre 2017, i manufatti incriminati - guardrail e ringhiera - sono ancora lì, transennati. Quasi un'immagine spettrale, che a tutta la zona fa tornare in mente quella notte in cui perse la vita Roberto. Ma tutto ciò è necessario per permettere ogni tipo di verifica da parte di tecnici e legali, almeno fino al pronunciamento del tribunale. Roberto D’Agostin, che viveva assieme ai genitori in via Belgio a Tovena, di giorno lavorava come elettricista alla Sipa di Vittorio Veneto mentre la sera come barman al “Perbakko” di Pieve di Soligo. Proprio dal locale, a bordo della sua Fiat 500, stava facendo ritorno a casa quel 10 settembre 2017, con la corsa interrotta fuori strada lungo la Sp4, che in quel tratto - nel territorio di Follina - prende il nome di via Paoletti. Il giovane, intorno alle 2.30, aveva perso il controllo dell’auto andando a sbattere prima contro la cuspide di un guardrail e poi contro la ringhiera che delimita la passerella ciclopedonale sul torrente Follina, all’incirca all’altezza del civico 38.

L’INCIDENTE. Nel ribaltamento del veicolo, poi, un palo della segnaletica verticale aveva sfondato il parabrezza della Fiat 500, trafiggendo il 27enne, rimasto incastrato nelle lamiere. All'arrivo dei soccorsi, le cui operazioni sono state rese difficili dalle condizioni dell'automobile, Roberto era ancora in vita. Solo dopo essere stato stabilizzato sul posto ed il trasporto d'urgenza al Ca' Foncello, il suo cuore aveva purtroppo cessato di battere. 

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