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Da Castelfranco all'Olanda, la battaglia di Annachiara per i diritti umani

Ex volontaria di Caritas e grest, ha fondato in Olanda un’assoziazione a sostegno delle vittime del traffico di esseri umani

Eliza Cavarzan
2 minuti di lettura

CASTELFRANCO. Ha 21anni ed è originaria di Mirano. Castellana naturalizzata da tempo, ha sempre prestato servizio nella Caritas cittadina e nel grest della città murata. Ora però, per Annachiara Sarto, ci sono ben altre prospettive in vista, avendo fondato We Act: “Women Empowerment Against Children&Human Trafficking”.

Si tratta di un’organizzazione che lotta per ridurre il traffico sessuale di donne e bambini. E Annachiara porta avanti questa battaglia dall’Olanda.

Nel dettaglio, il suo curriculum indica che ha bruciato tutte le tappe. «La mia esperienza di studio all'estero comincia nel 2016 in Sudafrica, quando, mentre frequentavo il quarto anno di liceo classico al Tito Lucrezio Caro, a Cittadella, ho deciso di fare una exchange experience, un’esperienza all’estero di sei mesi a Melkbosstrand, Città del Capo».

Poi Annachiara è arrivata in Olanda per studiare e ora, anche per lavorare nel campo del contrasto al traffico di esseri umani e dello sfruttamento sessuale commerciale. «Ora sono al secondo anno di International and European Law alla The Hague University all’Aja, in Olanda».

Per lei si prospettano delle lunghe esperienze formative nel campo della tutela dei diritti umani: «Dal 1 novembre inizierò a lavorare 5 ore a settimana per Prevent Human Trafficking Washington DC, mentre quest’estate andrò in Nepal a fare uno stage al Chhori Daughter Centre che si occupa di traffico di esseri umani». Ma esattamente cos’è We Act e com’è nato?

Annachiara racconta: «Quando ero in Sudafrica, la mamma ospitante, Melody, ha ricevuto una chiamata dalla maestra d'asilo del figlio Noah di 4 anni che le diceva di recarsi il più presto possibile a scuola. Io ero con Melody quando ha ricevuto questa chiamata e con lei sono andata a scuola. Le maestre ci hanno comunicato che quel giorno due finti genitori erano andati all'asilo con un piccolo van e avevano rapito quattro bambini dicendo loro che erano d'accordo con i loro genitori per portarli a casa».

Da quel momento Annachiara è diventata una piccola amazzone. «We Act è una mia idea. Ero in palestra e stavo correndo sul tapis roulant quando ho pensato che non volevo limitarmi a partecipare a una organizzazione studentesca già esistente, ma che mi sarebbe piaciuto fondarne una focalizzata proprio sul contrasto alla violenza di genere e al traffico di esseri umani». Annachiara è diretta, stringe sul punto. «Oggi sono più di 20 milioni le persone coinvolte nel traffico di essere umani». Il dato corrisponde all’incirca agli abitanti di città come Shanghai o Delhi. È dunque questo il lavoro della giovane castellana in Olanda.

«Essendo We Act un progetto nuovo, i fondi raccolti attraverso serate di beneficenza e donazioni, saranno innanzitutto necessari per organizzare eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica», conclude Annachiara, «offriremo inoltre l’opportunità di sostenere progetti come quello di Chhori Daughter Centre in Nepal, e stage per studenti al Prevent Human Trafficking Washington DC». 



 

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