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Fallisce la ditta dei buoni pasto: beffati i ristoratori di Treviso

Qui Group forniva i ticket di un centinaio di esercizi, soprattutto nell’area Appiani Ascom apre uno sportello per i creditori, c’è chi avanza oltre dieci mila euro

TREVISO. Fallisce la ditta dei buoni pasto e cento ristoratori trevigiani restano a secco, con fatture per decine di migliaia di euro che rischiano di non essere mai saldate dall’azienda Qui Group. Ascom Confcommercio ha raccolto la protesta degli esercenti trevigiani e ha allestito uno sportello “Sos buoni pasto” per organizzare una strategia difensiva.

il fallimento L’azienda fallita è tra le più conosciute del settore, e nella Marca riscuoteva diversi estimatori. Un centinaio, secondo le s ...

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TREVISO. Fallisce la ditta dei buoni pasto e cento ristoratori trevigiani restano a secco, con fatture per decine di migliaia di euro che rischiano di non essere mai saldate dall’azienda Qui Group. Ascom Confcommercio ha raccolto la protesta degli esercenti trevigiani e ha allestito uno sportello “Sos buoni pasto” per organizzare una strategia difensiva.

il fallimento L’azienda fallita è tra le più conosciute del settore, e nella Marca riscuoteva diversi estimatori. Un centinaio, secondo le stime di Ascom, bar e ristoranti concentrati soprattutto a ridosso dell’area Appiani, specializzati nelle pause pranzo veloci di impiegati e addetti. Pranzi saldati con i buoni pasto che l’esercente invia, successivamente, all’azienda centrale, che di norma rimborsa gli importi (trattenendo una percentuale) quando raggiungono una cifra considerevole, quindi non necessariamente a cadenza mensile. Già da qualche mese i ristoratori trevigiani avevano dovuto fare i conti con le difficoltà della Qui Group (sede a Genova, i suoi buoni pasto si chiamano Qui Ticket), ma il fallimento, dichiarato pochi giorni fa a causa di un’esposizione debitoria che supera i 320 milioni di euro, è stato un fulmine a ciel sereno. «Abbiamo appreso dai giornali quello che è successo, all’inizio nemmeno la nostra categoria ne sapeva nulla» spiega uno storico oste del centro, «vogliamo che non ci lascino soli, abbiamo paura di non vedere mai i soldi che avanziamo. Ora ci hanno detto che gli stessi ex titolari di Qui Ticket avrebbero aperto una nuova società denominata “Più buoni”, a noi sembra una ulteriore beffa».

l’intervento di ascom I centralini di Ascom Confcommercio in questi giorni sono bombardati di telefonate, ma organizzare una strategia difensiva non è semplice. «Sappiamo quello che è successo, Qui Group era sotto la lente di ingrandimento da un po’ di tempo, eppure circa il 20 per cento di chi lavora con i buoni pasto lavorava con loro, calcoliamo che a Treviso siano almeno un centinaio di attività concentrate nell’area Appiani» fotografa la situazione Dania Sartorato, presidente Fipe Treviso. «Dalla nostra indagine risulta che i ritardi di pagamento accumulati si riferiscono a due o tre fatture, il problema è che queste fatture non vengono spedite ogni mese, bensì quando hanno raggiunto un importo consistente. C’è chi attende di fatturare 10 mila euro. Ai nostri associati chiediamo di non lamentarsi soltanto per telefono ma di spedirci il loro caso via email, in modo da raccogliere una documentazione scritta».

lo sportello A novembre, quindi, tutte le segnalazioni saranno inoltrate alla sede nazionale di Confcommercio, che avvierà le pratiche per il recupero crediti (di fatto gli esercizi commerciali si insinueranno nel passivo della Qui Group, tempi e possibilità di riuscita sono difficili da prevedere oggi). I trevigiani, però, potranno contare su un aiuto in più, quello di uno sportello chiamato “Sos buoni pasto”: «Il servizio è attivo per tutte le problematiche relative alle ditte fornitrici di servizi» continua Sartorato, «a novembre presenteremo il servizio agli associati, ogni strada per riavere i soldi sarà percorsa».