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Molotov al bar di Villanova spunta la pista passionale

Prima della bottiglia molotov, un altro pesante atto intimidatorio Serrature del bar da Cocio ostruite da colla e olio esausto davanti all’ingresso 

ISTRANA

Un paio di mesi prima del ritrovamento della bottiglia molotov su un tavolino all’esterno del locale, il bar da Cocio di Villanova d’Istrana era stato bersaglio di un altro atto, se non intimidatorio, quantomeno anomalo: una notte di fine giugno, ignoti avevano riempito di colla le serrature della porta d’ingresso del bar e sul plateatico antistante era stato versato dell’olio esausto nel plateatico.



Il sospetto è che dietro ai due episodi vi sia la stessa mano. Mossa da cosa? Anche ...

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ISTRANA

Un paio di mesi prima del ritrovamento della bottiglia molotov su un tavolino all’esterno del locale, il bar da Cocio di Villanova d’Istrana era stato bersaglio di un altro atto, se non intimidatorio, quantomeno anomalo: una notte di fine giugno, ignoti avevano riempito di colla le serrature della porta d’ingresso del bar e sul plateatico antistante era stato versato dell’olio esausto nel plateatico.



Il sospetto è che dietro ai due episodi vi sia la stessa mano. Mossa da cosa? Anche questo è oggetto d’indagine. Ma una cosa è certa: non si tratta di un movente economico o a scopo estorsivo. Nessun problema di quel genere, le verifiche hanno dato esito negativo. Si indaga a 360 gradi. Si scava più sui rapporti personali, magari quelli tra chi gestisce il locale e qualche cliente invaghito e non ricambiato che abbia agito per ritorsione, o lo scherzo di cattivo gusto. Quella trovata, il 29 agosto scorso, sopra la botte esterna, che funge da tavolino, era una bottiglia con una salvietta di carta a mo’ di stoppino al collo e all’interno del liquido infiammabile, accanto alla saracinesca chiusa del bar, tra l’altro in quei giorni chiuso per ferie. L’ordigno era stato sequestrato e inviato ai laboratori del Ris di Parma per essere analizzato. Gli investigatori sperano di trovare impronte digitali o tracce biologiche di chi ha confezionato l’ordigno. Una volta individuato, l’autore rischia una denuncia per fabbricazione e porto illegale di congegno esplosivo da guerra.



Era stata la proprietaria del locale ad accorgersi la mattina del 29 agosto scorso, alle 7, della molotov. Si trattava di una bottiglia di prosecco con una sorta di stoppino fatto con una lunga salvietta bianca di carta. Immediatamente, la titolare, rendendosi conto che si trattava di una molotov, aveva avvertito i carabinieri. La bottiglia incendiaria era stata successivamente sequestrata e inviata ai laboratori del Ris di Parma per le analisi, non solo del liquido trovato all’interno, ma soprattutto dell’ordigno. Si spera, infatti, che sul vetro della bottiglia l’autore abbia lasciato impronte digitali o tracce di dna che possano dare la svolta alle indagini. Di sicuro, l’autore dei due atti intimidatori ha dimostrato di conoscere bene la zona e si è dimostrato attento alle telecamere della zona e, soprattutto, a non farsi riconoscere. Le indagini si prospettano del tutto in salita per gli investigatori dell’Arma a caccia, per il momento, grazie ai Ris, di elementi di laboratorio che possano rivelarsi molto utili per risalire al responsabile dei due atti intimidatori contro il noto locale della frazione d’Istrana. —