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Treviso, militanti contro il sequestro: «Pronti alla colletta per salvare la Lega»

Gobbo: «Il nostro popolo è indignato. Ma le sedi sono salve». A ottobre a Treviso festa nathionàl del Carroccio con Salvini

TREVISO. «Il popolo leghista è pronto a dare un segnale forte, anche autotassandosi per dare un contributo extra, per sottolineare la sua vicinanza al partito». A parlare sono i vertici trevigiani e veneti del Carroccio, che replicano anche così alla decisione del tribunale del Riesame di dare il via libera al sequestro di 49 milioni di euro alla Lega perché ritenuti, dalla Procura di Genova, rimborsi elettorali statali usati in modo illegittimo ai tempi di Bossi e Belsito.

Treviso e la Marca ...

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TREVISO. «Il popolo leghista è pronto a dare un segnale forte, anche autotassandosi per dare un contributo extra, per sottolineare la sua vicinanza al partito». A parlare sono i vertici trevigiani e veneti del Carroccio, che replicano anche così alla decisione del tribunale del Riesame di dare il via libera al sequestro di 49 milioni di euro alla Lega perché ritenuti, dalla Procura di Genova, rimborsi elettorali statali usati in modo illegittimo ai tempi di Bossi e Belsito.

Treviso e la Marca sono il fulcro della protesta, tanto che a ottobre in città invece della tradizionale festa provinciale della Lega si terrà direttamente la festa nazionale, ossia regionale, alla presenza di Matteo Salvini. Appuntamento a Prato Fiera, oppure all’ex Pagnossin, si vedrà. Ma la linea è già dettata: resistere all’«attacco» della magistratura anche autotassandosi, in attesa che Salvini, per bloccare il sequestro dei soldi in cassa, decida o meno - potrebbe farlo nei prossimi giorni, ha detto il segretario nazionale Toni Da Re, convocando al volo il direttivo federale - di “chiudere” la Lega Nord per lanciare il nuovo partito “Lega per Salvini premier”, con stato sociale, statuto, sedi e conti correnti diversi.



Il popolo leghista è in fermento, dice Gian Paolo Gobbo, ex segretario nazionale, uno dei padri fondatori: «Il popolo leghista è sempre stato disponibile, e oggi più che mai. Sono tutti pronti a darci una mano, e non solo il popolo leghista». È insomma pronta a partire una sottoscrizione, una raccolta fondi dal valore fortemente simbolico. «Questo evidentemente se si vorrà dare un segnale», continua Gobbo, «rispetto a un eventuale, siamo ancora al primo grado di giudizio, sequestro relativo ai 49 milioni di euro di contributi elettorali. Per il resto, per quanto riguarda sedi locali e altro, siamo invece al coperto, assurdo pensare si debbano chiudere: gli affitti li pagano parlamentari, consiglieri e militanti. Un altro paio di maniche».



«Parlamentari come il sottoscritto e consiglieri regionali hanno l’impegno di pagare la sede del K3», dice l’ex segretario provinciale e oggi parlamentare Dimitri Coin, «E la sede provinciale, il K3 di Fontane, di proprietà di Mosole, ci costa 1.500 euro al mese, non molto anche perché ci abbiamo investito tanto. Poi di altre sedi ufficiali, nella Marca oltre al K3, ci sono solo quelle di Mogliano e Vittorio Veneto. Le altre sono tutte piccole sedi informali in quasi ogni Comune, come a Quinto, che costano poco e che i militanti si pagano senza problemi. Come senza problemi il popolo leghista è pronto a tirare fuori un contributo extra di fronte al “caso” dei 49 milioni, ma credo che sia opportuno e doveroso trovare giustizia davanti alla magistratura».