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Emergenze abitative e alloggi popolari, a Treviso scatta il giro di vite

L’amministrazione Conte privilegerà i trevigiani residenti. Barbisan: «Cambieremo i nostri 8 punti per la graduatoria»

TREVISO. Alloggi popolari, si cambia filosofia nelle assegnazioni: l’amministrazione del sindaco Mario Conte, su input politico della Lega, «metterà la parola fine all’uso sconsiderato delle assegnazioni per emergenza abitativa», una formula attraverso la quale - questa almeno era l’accusa della Lega ai tempi in cui faceva opposizione a palazzo dei Trecento - la precedente amministrazione Manildo avrebbe ripetutamente scavalcato le famiglie in graduatoria per dare un alloggio «a rom e immigr ...

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TREVISO. Alloggi popolari, si cambia filosofia nelle assegnazioni: l’amministrazione del sindaco Mario Conte, su input politico della Lega, «metterà la parola fine all’uso sconsiderato delle assegnazioni per emergenza abitativa», una formula attraverso la quale - questa almeno era l’accusa della Lega ai tempi in cui faceva opposizione a palazzo dei Trecento - la precedente amministrazione Manildo avrebbe ripetutamente scavalcato le famiglie in graduatoria per dare un alloggio «a rom e immigrati». Non basta: gli 8 punti a disposizione del Comune nella stesura delle graduatorie saranno formulati in modo tale da privilegiare, nella sostanza, i trevigiani doc. Per i quali, nei prossimi tre anni, verranno sistemati almeno altri 100 (su 124) alloggi popolari del capoluogo, gestiti dall’Ater, che oggi sono vuoti perché necessitano di lavori e manutenzioni.

Il giro di vite

Come in altri casi, quelli che contano, a dettare la linea è il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Riccardo Barbisan: «C’è una premessa da fare: noi come Lega abbiamo già avviato in Regione la rivoluzione delle regole per creare le graduatorie per gli alloggi popolari. Il criterio della residenza è oggi già inserito per legge. Ora però vedremo come modificare i parametri “locali”, gli 8 punti che la legge regionale ancora consente ai Comuni di inserire come premiali, sempre per la graduatoria, parametri che saranno diversi almeno in parte, buona parte, da quelli ereditati dall’amministrazione di centrosinistra di Giovanni Manildo. La pensiamo infatti diversamente da loro».

Prima i trevigiani

Insomma, torna in auge quello che Barbisan definisce «il modello Gobbo-Gentilini, che ha prodotto la riforma a livello regionale della legge sugli alloggi popolari, che premia i residenti in base al numero di anni di residenza, ma ha anche particolare attenzione per i trevigiani che si trovano in difficoltà, poi per gli altri. Vedremo quanto ora c’è da lavorare, sempre in questo senso, in merito agli 8 punti: 2 o 3 potrebbero a loro volta essere destinati a premiare sempre la residenzialità, oppure possiamo pensare a precise categorie: anziani con la minima, padri separate o in generale redditi troppo bassi».

Emergenze abitative

È questo il vero nodo: sulle emergenze abitative, che scavalcano le graduatorie, entra fortemente in gioco la discrezionalità di una amministrazione comunale: «Cercheremo di essere più rigorosi nel rispetto delle graduatorie in atto, per utilizzare il meno possibile le emergenze abitative, nel rispetto appunto di quegli italiani, e immigrati regolari e con un lavoro, che sono in graduatoria per avere una casa. Ma che troppo spesso si sono visti superare da chi non aveva nemmeno presentato, come loro, la richiesta di un alloggio. O era molto più indietro di loro in graduatoria. Dovrà succedere il meno possibile, noi non lo tollereremo più».

Nuove case popolari

«Come capogruppo della Lega a palazzo dei Trecento», conclude Riccardo Barbisan, «dico che nel prossimo triennale delle opere pubbliche che stiamo discutendo in questi giorni, e che andremo a presentare verso ottobre o novembre, farò in modo che ci siano soldi per restaurare altri alloggi popolari, ce ne sono un centinaio da sistemare».

Ma, in questo caso, forte peso avrà anche la programmazione futura degli interventi decisi dall’Ater.