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«Derubati in mezzo al nulla Soli coi bimbi tra lupi e saette»

Vacanza da panico per Albina Podda, titolare di un’agenzia di comunicazione Auto scassinata in un bosco nel Ternano, portate via valigia, zaino e computer  

FONTANELLE

«Praticamente senza nulla. In mezzo a un bosco dove ogni dieci minuti sparano per tenere lontani i lupi dall’unica abitazione nel raggio di chilometri, proprio dove mi trovavo io. Con una pioggia battente e un temporale da paura». Dall’idillio all’incubo in un attimo. È quanto capitato ad Albina Podda, la fontanellese che la notte di venerdì si è vista aprire la macchina dai ladri nel mezzo del nulla. Le hanno rubato di tutto, compresi i computer dove teneva tutto il suo lavoro. P ...

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FONTANELLE

«Praticamente senza nulla. In mezzo a un bosco dove ogni dieci minuti sparano per tenere lontani i lupi dall’unica abitazione nel raggio di chilometri, proprio dove mi trovavo io. Con una pioggia battente e un temporale da paura». Dall’idillio all’incubo in un attimo. È quanto capitato ad Albina Podda, la fontanellese che la notte di venerdì si è vista aprire la macchina dai ladri nel mezzo del nulla. Le hanno rubato di tutto, compresi i computer dove teneva tutto il suo lavoro. Podda è titolare della “Clap eventi e comunicazione”, un’agenzia fra le più importanti del Veneto. Proprio per una vacanza inframmezzata dal lavoro si trovava nel bosco di Montegabbione, Terni, sulle tracce di San Francesco (è qui che si trova la Scarzuola, dove il santo ha dimorato). «Sto scrivendo un pezzo sui luoghi francescani per una rivista con cui collaboro. Venerdì ho rinunciato a un appuntamento di lavoro per fare un giorno di vacanza, anche se ho scattato oltre 400 foto per l’articolo», racconta. Procedendo verso il bosco con la famiglia ha incontrato un’auto che è arrivata alle loro spalle. Le hanno fatto cenno di passare, ma in uno sfoggio di cavalleria l’altro autista ha lasciato loro il passo. Quel gesto era ben altro: il tentativo dei malviventi che viaggiavano su quell’auto di non rendersi riconoscibili, senza dare modo di ricordare minimamente la targa del loro veicolo. Una volta arrivati a destinazione, le due macchine si sono fermate. Albina, il suo Marco e i due bambini sono scesi, hanno aperto il bagagliaio colmo per prendere gli ombrelli e si sono messi in marcia: «Forse siamo stati un po’ ingenui, ma non ci aspettavamo certo che ci capitasse nulla di così assurdo», spiega Albina. In quelle ore i ladri hanno agito indisturbati.

Di ritorno dalla passeggiata, i bambini hanno notato che il lunotto della macchina della loro mamma era distrutto e hanno iniziato ad agitarsi, preoccupati. Per non parlare della pioggia e dell’eco degli spari per tenere lontani i lupi. Subito dopo, effetto speciale degno del miglior Hitchcock, una saetta è caduta a poca distanza dal gruppetto, gettando ancora di più nel panico i bimbi. Fatti pochi altri passi, Albina e Marco hanno capito cos’era successo: «Hanno fatto scoppiare il vetro del lunotto e quello del finestrino posteriore sinistro, hanno tagliato la retina che copre il bagagliaio e hanno rubato tutto quello che hanno potuto: una valigia, i miei computer e il mio zaino. Per fortuna hanno lasciato stare almeno le valigie dei bambini», è la magra consolazione.

Le vacanze sono finite nella caserma dei carabinieri di Fabro, dove il fatto è stato denunciato: «Ho avuto grande solidarietà: ci hanno offerto un alloggio vicino al luogo del furto e tutti si sono prodigati per noi. Ma ora la mia grande preoccupazione è quella di rientrare in possesso dei miei computer, tutto il mio lavoro». —