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«Accoglienza, cediamo l’intera gestione allo Stato»

Provocazione del presidente della Nova Facility, Marinese, per i tagli del Viminale «Ci ha stracciato il bando, ma noi facciamo già costare meno i profughi»

«Siamo pronti a girare le quote societarie di Nova Facility relative al ramo accoglienza migranti al ministero dell’Interno, così costi e ricavi sarebbero completamente a beneficio pubblico». La provocazione è di Gianlorenzo Marinese, presidente della Nova Facility, principale gestore dell’accoglienza profughi nella Marca e in Veneto: Marinese ha in mano, tra le altre strutture, il centro di prima accoglienza della ex caserma Serena, fra Treviso e Casier.

Bando stracciato

Marinese però si è a ...

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«Siamo pronti a girare le quote societarie di Nova Facility relative al ramo accoglienza migranti al ministero dell’Interno, così costi e ricavi sarebbero completamente a beneficio pubblico». La provocazione è di Gianlorenzo Marinese, presidente della Nova Facility, principale gestore dell’accoglienza profughi nella Marca e in Veneto: Marinese ha in mano, tra le altre strutture, il centro di prima accoglienza della ex caserma Serena, fra Treviso e Casier.

Bando stracciato

Marinese però si è appena visto stracciare dal Viminale la vittoria del bando per la gestione del centro profughi veneziano di Cona. Il motivo? Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha deciso di bloccare tutti i bandi in corso o appena vinti - ma non ancora controfirmati dai prefetti, come quello di Cona - perché intende cambiare i parametri dell’accoglienza, non solo dal punto di vista numerico ma soprattutto da quello economico: per Salvini sono troppi 35 euro al giorno per richiedente asilo: «Devono scendere a 25 euro». Una decisione presa, la sua, per andare contro il «business dell’accoglienza».

Salviamo i servizi

Marinese però non ci sta: oltre a ricordare che la gestione della Serena è stata riconosciuta, dallo stesso ministero, di alto livello - con tanto di delegazioni estere in visita per copiarne il modello - sottolinea: «Garantendo un servizio di qualità, già oggi alla Serena un richiedente asilo costa non 35 euro al giorno bensì 27,85 che, togliendo il pocket money, scendono a 25 euro». Ma rifare bandi con ulteriori parametri al ribasso già alla fonte, fissati dal ministero, significherebbe, per Marinese, creare «situazioni ingestibili». Il clima è sempre più pesante, intorno al tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo, per Marinese non è giusto mettere tutti sullo stesso piano: «Siamo stanchi di essere accostati a mondi grigi e di sentir parlare di business dell’immigrazione», dice il presidente della Nova Facility, «Che sia allora lo Stato a gestire la nostra azienda».

i lavoratori

E ancora sui tagli preannunciati: «Non vediamo possibile il taglio dei servizi necessari all’integrazione e dubitiamo che parteciperemo a bandi di gara che non ci consentirebbero di renderli». L’auspicio: «Pertanto, a tutela degli accolti e dei moltissimi nostri dipendenti, auspichiamo che si possa in questo modo continuare a garantire diritti e dignità sia agli ospiti che ai lavoratori. Questa la nostra unica risposta pubblica alla revoca degli affidamenti appresa a mezzo stampa».

il piano di salvini

Il presidente Marinese risponde dunque a muso duro all’annullamento del bando, da 16 milioni di euro, per la gestione dell’hub di Cona, che accoglie quasi 800 richiedenti asilo. La cancellazione del bando è scattata dopo la pubblicazione di una circolare del Viminale che ha come obiettivo finale del ministro Salvini di chiudere i centri di accoglienza nell’arco dei prossimi mesi. Marinese fuori da Cona, per continuare però la gestione in proroga - lo è da mesi - della Serena. Per lo stesso motivo, l’hub veneziano verrà gestito dalla cooperativa che lo sta già gestendo, anche se è finita sotto inchiesta da parte della Procura di Padova, e proprio per questo era stato fatto il nuovo bando di gestione, vinto dalla Nova Facility ma reso appunto nullo. —

Alessandro Zago

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