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A Treviso maestre in asili con sempre meno bambini «Grazie perché resistete»

All’assemblea della Fism il vescovo Pizziolo si rivolge alle mille insegnanti. Il presidente: «Dobbiamo sempre combattere»

TREVISO. «Grazie per la vostra missione, anche perché comporta tanto più lavoro, mentre il compenso economico è inferiore». Il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, rivolgendosi alle mille maestre delle scuole paritarie dell’infanzia di tutta la Marca, riunite ieri a Conegliano, presso la Zoppas Arena, per un convegno di formazione, non ha avuto esitazioni. Ma il nodo riconosciuto dall’ecclesiastico è uno dei tanti che assillano le scuole materne.

iscritti in calo. La denata ...

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TREVISO. «Grazie per la vostra missione, anche perché comporta tanto più lavoro, mentre il compenso economico è inferiore». Il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, rivolgendosi alle mille maestre delle scuole paritarie dell’infanzia di tutta la Marca, riunite ieri a Conegliano, presso la Zoppas Arena, per un convegno di formazione, non ha avuto esitazioni. Ma il nodo riconosciuto dall’ecclesiastico è uno dei tanti che assillano le scuole materne.

iscritti in calo. La denatalità ha fatto scendere a 15.800 i bambini accolti nelle 217 paritarie di area cattolica (complessivamente sono 229). Nell’anno appena concluso erano più di 16 mila, nel 2015 17.535, nel 2019 addirittura 19.500. Negli ultimi 5 anni, in Veneto sono state chiuse 74 materne, solo 14 le nuove aperture, quindi il bilancio è infausto: 60 plessi in meno. Per il nuovo anno scolastico, nella Marca, non risultano tagli, se non di sezioni. È preoccupato il presidente Francis Contessotto, lo sono le insegnanti ed i 400 amministrativi, che per garantirsi il lavoro devono accontentarsi di bassi stipendi.

i finanziamenti. I contributi statali, quando ci sono, arrivano con il contagocce; più solerte la Regione, ieri presente con l’assessore Manuela Lanzarin. «Le materne per l’infanzia costano allo Stato la metà di quelle pubbliche», spiega il presidente. «La precedente ministra all’Istruzione aveva costituito una Commissione, composta di funzionari statali e rappresentanti delle scuole paritarie, per la definizione dei costi standard della frequenza ai vari ordini di scuola, confrontando le scuole statali e paritarie. Ci auguriamo che quel lavoro prosegua e dia frutto, arrivando ad un effettivo riequilibrio». A presiedere la Commissione c’è l’ex ministro Berlinguer. «Le nostre scuole», ricorda Contessotto, «accolgono bambini “certificati”, che necessitano di insegnanti di sostegno; per questo lo Stato ci dà contributi assolutamente inadeguati, ma noi ce ne facciamo carico comunque. Dobbiamo sempre combattere per ottenere una maggiore attenzione e un riconoscimento del servizio che svolgiamo». Non meno preoccupante è il progressivo appesantimento burocratico, che comporta anche un impegno economico sempre più gravoso.

norme sempre più rigide. «Dalle messe a norma alla privacy si tratta di incombenze – tutte con una loro giustificazione, sia chiaro –, che però negli ultimi anni sono venute a pesare ancora di più e “soffocano” le nostre strutture», conclude Contessotto.  Il raduno di ieri è stato aperto dal vescovo che ha riconosciuto la “vocazione” educativa del personale delle paritarie dell’infanzia, tanto più importante a supporto delle famiglie. Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato l’assessore Floriano Zambon del Comune di Conegliano, che ha dato atto a maestre e personale amministrativo dei “grandi sacrifici” che affrontano per far sopravvivere al meglio questo servizio. Ad approfondire il tema “Cosa saremo da grandi? Stili comunicativi degli educatori e sviluppo delle potenzialità dei bambini” sono stati chiamati a parlare Luca Crivellari, pedagogista e psicologo, docente allo Iusve di Venezia, Irene Biemmi, docente di pedagogia sociale all’Università di Firenze, e Nicola Iacopini, per un dialogo con due scuole aderenti al progetto Ric.