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West Nile a Treviso, il virus sta mutando: è più aggressivo

Test dell’Usl di Treviso 2 sui ceppi delle persone infettate. Il primario Rigoli: «Dobbiamo capire perché la malattia sia più virulenta»

TREVISO. Dopo la seconda vittima di West Nile deceduta al Ca’ Foncello, l’83enne Giovanni Badon di Spinea (ma con familiari a Casier), serpeggia la preoccupazione per il contagio da “Febbre del Nilo”. Ieri non si sono registrati nuovi casi, l’Usl ha tuttavia disposto altri test sul ceppo che ha colpito l’anziano deceduto.

rischio mutazione. Il timore è che il virus sia mutato diventando più virulento e, quindi, più aggressivo (i decessi in Veneto, quest’anno, sono già nove). «Al momento è sol ...

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TREVISO. Dopo la seconda vittima di West Nile deceduta al Ca’ Foncello, l’83enne Giovanni Badon di Spinea (ma con familiari a Casier), serpeggia la preoccupazione per il contagio da “Febbre del Nilo”. Ieri non si sono registrati nuovi casi, l’Usl ha tuttavia disposto altri test sul ceppo che ha colpito l’anziano deceduto.

rischio mutazione. Il timore è che il virus sia mutato diventando più virulento e, quindi, più aggressivo (i decessi in Veneto, quest’anno, sono già nove). «Al momento è soltanto una delle ipotesi prese in considerazione, ma spiegherebbe bene perché quest’anno sia così aggressivo» spiega Roberto Rigoli, direttore della Patologia clinica al Ca’ Foncello.

«Dopo aver studiato i vari ceppi potremo vedere se effettivamente c’è stata una mutazione, e se il virus sarà diventato ancora più resistente. La situazione, in ogni caso, è sotto controllo: non ci troviamo davanti a un’epidemia incontrollata, si tratta certamente di un numero di casi superiore a quello degli anni scorsi e con andamento clinico più problematico». Preoccupano, soprattutto, le condizioni di un ultraottantenne ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Castelfranco, in condizioni critiche per encefalite da sospetta West Nile.

picco in autunno. Nelle prossime settimane assisteremo all’insorgere di nuovi casi. «Questo è il periodo più impegnativo» continua il dottor Rigoli, «a settembre avremo il picco dei contagi, che potrebbe trascinarsi fino a ottobre nel caso le temperature non si abbassassero di molto. In questa stagione sta aumentando il numero di zanzare infette. Ci aspettiamo diversi altri casi». Il clima delle ultime settimane, caldo e umido, ha favorito la proliferazione delle zanzare e quindi dei contagi. Rigoli non parla di numeri, è impossibile sapere oggi quanti cittadini della Marca saranno colpiti, ma saranno sempre casi contenuti: «Niente a che vedere con il contagio delle normali influenze».

Ad oggi sono 12 i casi di West Nile registrati nell’Usl di Marca negli ultimi quattro mesi. Due i decessi: a luglio la prima vittima fu una donna 74enne di Salgareda già debilitata da un tumore allo stadio terminale. L’83enne di Spinea non aveva invece patologie pregresse.