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Sequestrata la casa dei coniugi uccisi Si cerca un movente

Blitz della Mobile e della Scientifica a Cornadella di Sacile Al setaccio anche i computer della famiglia sterminata

CORDIGNANO

È stata posta ieri sotto sequestro la villetta di viale Trento a Cornadella di Sacile dove abitava la famiglia Pocesta. Un primo passo importante nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Pordenone sul triplice omicidio avvenuto la scorsa settimana in Macedonia a Debar, dove Amit, 54 anni, la moglie Nazmie, 53 anni, e la figlia Anila, 14 anni, si trovavano in vacanza da alcuni giorni per partecipare a un matrimonio.

LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO

A Debar pernottavano in un v ...

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CORDIGNANO

È stata posta ieri sotto sequestro la villetta di viale Trento a Cornadella di Sacile dove abitava la famiglia Pocesta. Un primo passo importante nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Pordenone sul triplice omicidio avvenuto la scorsa settimana in Macedonia a Debar, dove Amit, 54 anni, la moglie Nazmie, 53 anni, e la figlia Anila, 14 anni, si trovavano in vacanza da alcuni giorni per partecipare a un matrimonio.

LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO

A Debar pernottavano in un villino di proprietà di Amit (il cui pianoterra e ancora in costruzione): qui l’ignoto killer si è introdotto per mettere in atto la sua spietata esecuzione uccidendo nel sonno con un colpo di pistola alla testa i due coniugi e la figlia, per poi scomparire nel nulla. Ieri l’ indagine, coordinata dal sostituto procuratore Monica Carraturo, è entrata nel vivo con un sopralluogo delegato dalla magistratura alla polizia di Stato.

IL SOPRALLUOGO

Impegnati, a partire dalle 9 e per oltre tre ore, la squadra mobile e la polizia scientifica della Questura di Pordenone, la polizia postale e la sezione interregionale della polizia scientifica di Padova. Insomma, personale altamente specializzato per passare al setaccio la casa in cerca di elementi utili all’indagine. Un sopralluogo opportuno anzitutto per “sigillare” il contesto domestico nel quale ha vissuto per anni la famiglia Pocesta: nel prosieguo delle indagini potrebbe essere infatti necessario, ad esempio, acquisire documentazione o altro materiale di interesse investigativo all’interno dell’abitazione, anche su richiesta dell’autorità giudiziaria macedone, e dunque è essenziale che la casa resti protetta dal rischio di eventuali intrusioni grazie al sequestro penale. Fondamentale anche la presenza della polizia postale per acquisire computer, tablet e altri dispositivi da analizzare.

LA RETE DEI CONTATTI

In questa fase del lavoro investigativo sarà importantissimo poter ricostruire un quadro il più possibile completo e approfondito dei contatti e delle interazioni sociali di Amit, Nazmie e Anila tra la Macedonia e le province di Pordenone e Treviso: Amit aveva vissuto in passato a Cordignano e attualmente lavorava come tornitore a Gaiarine. —

Piero Tallandini