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Il preside ordina: «Comprate i testi nel negozio Coop»: i librai di Treviso insorgono

La pubblicità sul sito dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna  Il dirigente cancella l’annuncio e si scusa: «Proteste giuste»

MONTEBELLUNA. «Comprate i libri di testo alla Coop»: l’annuncio dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna, pubblicato sul sito web della scuola, fa infuriare i librai e solleva un caso diplomatico con i titolari di cartolerie e piccoli negozi. «Ma come - si chiedono i librai - noi facciamo tanta fatica a sopravvivere, e le scuole pubbliche ora fanno pubblicità alla grande distribuzione invitando le famiglie a fare la spesa al centro commerciale?». Il caso è divampato a livello nazionale, Confcomme ...

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MONTEBELLUNA. «Comprate i libri di testo alla Coop»: l’annuncio dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna, pubblicato sul sito web della scuola, fa infuriare i librai e solleva un caso diplomatico con i titolari di cartolerie e piccoli negozi. «Ma come - si chiedono i librai - noi facciamo tanta fatica a sopravvivere, e le scuole pubbliche ora fanno pubblicità alla grande distribuzione invitando le famiglie a fare la spesa al centro commerciale?». Il caso è divampato a livello nazionale, Confcommercio ha diffidato l’istituto di Montebelluna chiedendo di rimuovere l’annuncio, com’è poi avvenuto con tanto di scuse del preside.

A una decina di giorni dall’inizio dell’anno scolastico la corsa all’affare da parte delle famiglie, per i libri ma anche per astucci, diari e zaini, è in pieno svolgimento, e i piccoli negozianti chiedono - attraverso Confcommercio - di poter almeno competere ad armi pari.



È il 22 agosto quando i genitori di un ragazzo dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna, una delle più grandi scuole superiori a indirizzo tecnico-professionale del Veneto, chiedono al loro libraio di fiducia se quest’anno è obbligatorio acquistare i libri di testo alla Coop. Il libraio sgrana gli occhi e chiede perché. Dallo smartphone del papà arriva la spiegazione: sulla home page della scuola un grande banner pubblicitario, con la scritta “Libri di testo - A.S. 2018-2019”, rimanda direttamente alla pagina delle offerte Coop, che - in caso di prenotazione online - garantisce un 15 per cento di sconto su tutti i libri scolastici. In un batter d’occhio la notizia arriva a Confcommercio e all’Associazione Librai Italiani (sezione di Treviso).

Al preside arriva una lettera di fuoco: «Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza, nel sito dell’Einaudi-Scarpa, di un link che rimanda alla prenotazione e vendita di libri di testo offerti da Coop. Considerato che il link promuove, di fatto, un servizio erogato da un soggetto provato, riteniamo che il rimando contenuto nel vostro sito abbia importanti riflessi negativi nei confronti della libera concorrenza nel settore della vendita dei libri di testo scolastici. Le chiediamo di voler rimuovere la comunicazione e cogliamo l’occasione per rinnovare, a lei come a tutto il personale scolastico, l’invito a evitare che pubblicità in favore di iniziative private siano veicolate attraverso un canale pubblico». La lettera fa il giro del web e viene condivisa dall’associazione nazionale dei librai, che indica Treviso come esempio da seguire per quanto riguarda la denuncia di episodi simili.

Il link viene rimosso. Le famiglie rassicurate: possono comprare i libri dove vogliono. Il dirigente scolastico, il professor Gianni Maddalon, ammette che si è trattato di un’imprudenza: «Siamo la scuola più grossa del Veneto, con dieci indirizzi tecnici, tre professionali, duemila studenti e un mucchio di progetti europei. Ogni tanto, quindi, qualcosa sfugge. Ho 240 insegnanti, si immagini imparare i nomi di tutti e seguirne le attività, è stata una disattenzione». I librai sono insorti. «Condivido il loro punto di vista - continua Maddalon - l’errore è in assoluta buona fede. E poi le sponsorizzazioni in una scuola pubblica, impone la normativa, devono essere formalmente deliberate dal consiglio d’istituto». Perché proprio la Coop? «Abbiamo una serie infinita di cooperazioni, il nostro bar mensa per esempio ha un capitolato che si basa sulle schede di Altroconsumo. In questa ottica sono state avviate attività di educazione all’alimentazione anche con la Coop. Ripeto, è stata una svista: ben venga la concorrenza, non ero nemmeno consapevole dell’annuncio».