Il monito di Zaia: «Stop al prosecco, avanti solo “bio” e impatto zero»

Oltre 300 appassionati al rito notturno di Cozzuolo «Non si cresce sui mercati con nuovi impianti: piuttosto recuperiamo i più “vecchi”»

VITTORIO VENETO. . “Zac”, il primo grappolo di prosecco bio è reciso. »Benvenuti nel futuro» saluta, beneaugurante, Sarah, la regina de “La Vigna Bio per l’Agricoltura Eroica”.

Siamo sulla collina di Cozzuolo, è buio pesto, e piove. Ma Luca Zaia, presidente della Regione, s’industria, con la moglie, a sforbiciare il primo vitigno. Si aggiungono le campionesse dell’Imoco, alcuni dei più bei nomi dell’imprenditoria coneglianese e vittoriese, l’avvocato Maurizio Paniz, l’ex corridore Marzio Bruseghin ,e la famiglia Perin, capostipite Diotisalvi.


E’ la festa del Prosecco biologico, che, vendemmiato di notte, acquista in qualità perché non soffre le calure. La festa del Consorzio Bio, che si propone di tutelare al meglio produttori e soprattutto i consumatori.

Ed ecco che il governatore Zaia, nel bel mezzo della liturgia – ai 300 appassionati del rito – non ce la fa a trattenere quanto ha in animo. Attacca mettendo le mani avanti sui possibili abusi; su chi spera di moltiplicare gli affari, dio non voglia fino al rischio che la bolla si gonfi e scoppi.

«Produciamo 540 milioni di bottiglie l'anno di Prosecco Doc e Docg», dice, «Siamo sopra lo champagne, facciamo alta qualità, ma è pur vero che per rispondere ai mercati la soluzione non può essere quella di impiantare nuovi vigneti».

Si guardano negli occhi, preoccupati, i vignaioli presenti; non, ovviamente, quelli del bio. «E' stata fatta una richiesta di 3300 ettari in 3 anni. No», alza la voce Zaia, «io non darò più nuovi ettari a vigneto, piuttosto andiamo a recuperare i vigneti che ci sono già, e oggi non sono autorizzati a produrre prosecco, ovviamente premiando giovani che s’impegnano in questo settore, le certificazioni bio, tutto quello che va nella direzione del futuro».

E annuncia: «Io il decreto sui nuovi impianti lo firmo solo se si valorizzerà tutto il vitigno “glera". Perché, appunto, produca prosecco».

Insomma, insiste Zaia, bisogna utilizzare i vigneti autorizzati prima del luglio 2017. E non sono pochi, coprono 7 mila ettari. Chiaro? Non basta ancora.

«Il futuro che sosterremo sarà quello del biologico, dell'impatto ambientale zero, della certificazione ambientale». Sorridono i primi produttori del Consorzio Bo.

Zaia ricorda che anche quest'anno il biologico cresce a due cifre: + 22%. Lunedì si parte alla grande con la vendemmia del Prosecco. C’è chi è preoccupato di una possibile contrazione del prezzo delle uve. «I prezzi tengono nella misura in cui noi continuiamo a fare qualità, governo del processo e controllo dei mercati – avverte Zaia, «Il Prosecco è il vino più imitato nel mondo. Pensate che l'italian sounding dei finti prodotti agroalimentari italiani vale più di 100 miliardi , e il prosecco comincia ad avere una buona fetta del mercato di falsificazioni. Bisogna far più controlli sui mercati e chiedere che a livello nazionale siano più restrittivi» conclude. 

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