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Home Festival, la lingua dei segni arriva sul palco

La rassegna in scena a Treviso ospiterà Dilis Onlus, associazione che si occupa della diffusione della lingua dei segni e che porterà in scena, accanto agli artisti, Chiara Sideri e Rebecca Perrinello

TREVISO.  Il linguaggio dei segni arriva sul palco dell'Home Festival, con i concerti 'tradotti' in diretta di Lo Stato Sociale e GionnyScandal. L'appuntamento, quello in programma per il 2 settembre, quando la rassegna in scena a Treviso ospiterà Dilis Onlus, associazione che si occupa della diffusione della lingua dei segni e che porterà in scena, accanto agli artisti, Chiara Sideri e Rebecca Perrinello, impegnate a far 'vedere' le canzoni anche ai non udenti.
 
"Home  il primo festival inte ...

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TREVISO.  Il linguaggio dei segni arriva sul palco dell'Home Festival, con i concerti 'tradotti' in diretta di Lo Stato Sociale e GionnyScandal. L'appuntamento, quello in programma per il 2 settembre, quando la rassegna in scena a Treviso ospiterà Dilis Onlus, associazione che si occupa della diffusione della lingua dei segni e che porterà in scena, accanto agli artisti, Chiara Sideri e Rebecca Perrinello, impegnate a far 'vedere' le canzoni anche ai non udenti.
 
"Home  il primo festival internazionale che ci accoglie - ha detto Chiara Sideri, che dell'associazione  anche il presidente - e speriamo che altri prendano esempio dall'evento trevigiano".
 
Diversi tra gli artisti presenti nel cartellone dell'Home Festival hanno aderito all'iniziativa e hanno fornito in anteprima ai volontari dell'associazione la scaletta dei loro live previsti sul palco festival.
   
"E' un'iniziativa di solidarietà - ha detto Amedeo Lombardi, fondatore del festival - verso quelle persone che non hanno la fortuna di ascoltare quella musica che per noi  fonte di vita e di emozioni ogni giorno. In questo modo anche gli audiolesi avranno modo di vivere a modo loro la nostra 'casa' musicale".
 
"Il nostro obiettivo in questo campo - ha spiegato una delle due volontarie -  è quello di far conoscere questa lingua a più persone possibili, perchè lo Stato Italiano non la riconosce come tale.
 
Vogliamo anche rendere accessibili eventi come concerti e festival musicali, così come guardare alla lingua dei segni come a una vera e propria forma d'arte da conoscere".