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Il Comune va al Tar e contesta le richieste degli espropriati

FARRA DI SOLIGOLa battaglia per i risarcimenti del Pip di Soligo e Col San Martino si combatte su più fronti. Gli espropriati hanno in mano le sentenze definitive della Corte Suprema, ma la banca che...

FARRA DI SOLIGO

La battaglia per i risarcimenti del Pip di Soligo e Col San Martino si combatte su più fronti. Gli espropriati hanno in mano le sentenze definitive della Corte Suprema, ma la banca che aveva fornito le fidejussioni gli assegnatari ha ottenuto dal Tribunale di Treviso il sequestro liberatorio delle somme. Tra l’incudine e il martello c’è il Comune di Farra, in ballo ci sono 10 milioni di euro. L’amministrazione comunale qualche giorno fa ha dato mandato al proprio avvocato di c ...

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FARRA DI SOLIGO

La battaglia per i risarcimenti del Pip di Soligo e Col San Martino si combatte su più fronti. Gli espropriati hanno in mano le sentenze definitive della Corte Suprema, ma la banca che aveva fornito le fidejussioni gli assegnatari ha ottenuto dal Tribunale di Treviso il sequestro liberatorio delle somme. Tra l’incudine e il martello c’è il Comune di Farra, in ballo ci sono 10 milioni di euro. L’amministrazione comunale qualche giorno fa ha dato mandato al proprio avvocato di costituirsi al Tar, un procedimento promosso dagli espropriati creditori. La prima udienza si svolgerà il prossimo 23 settembre. Al legale, l’avvocato Antonio D’Alesio che aveva già difeso il Comune di Farra nella vicenda, è stato dato il più ampio mandato. Opporsi alle richieste, presentare istanze cautelari, chiamare in causa terzi come garanzia, proporre domande riconvenzionali, o conciliare. Ma c’è un contenzioso aperto anche con la Banca delle Prealpi. L’istituto di credito è garante degli assegnatari, i quali contestano al Comune di recuperare da loro le somme milionarie richieste dagli espropriati. «Ogni assegnatario – si legge nella delibera della giunta del sindaco Giuseppe Nardi, - si impegnava irrevocabilmente per se', successori ed aventi causa, a tenere indenne il Comune da ogni conseguenza pregiudizievole derivante dagli esiti delle azioni giudiziarie che si sarebbero originate in ordine ad eventuali riconoscimenti di risarcimenti danni, aumento valore dei terreni espropriati, indennità, spese e quant’altro». La Banca delle Prealpi ha così promosso e vinto un ricorso contro il Comune di Farra, per chiedere il sequestro liberatorio. —

DI.B.