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Addio a Tombacco, imprenditore e sportivo di Oderzo

Aveva fondato l’associazione “Adotta un parco” ed era anima dell’Atletica 3 Comuni. Domani l’addio in Duomo

ODERZO. Si è spento martedì Massimo Tombacco, imprenditore opitergino di soli 58 anni. Tanti sapevano di quel tumore al cervello contro cui combatteva da un anno e mezzo, con piena fiducia nei medici. Pochi si aspettavano un aggravarsi tanto repentino delle sue condizioni. Ancora a febbraio sciava e correva, dando sfogo alla sua più grande passione. Ha affrontato con grande coraggio una malattia che si sapeva non dare scampo. Per mesi si è recato da solo in auto a Padova, dove ha effettuato ...

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ODERZO. Si è spento martedì Massimo Tombacco, imprenditore opitergino di soli 58 anni. Tanti sapevano di quel tumore al cervello contro cui combatteva da un anno e mezzo, con piena fiducia nei medici. Pochi si aspettavano un aggravarsi tanto repentino delle sue condizioni. Ancora a febbraio sciava e correva, dando sfogo alla sua più grande passione. Ha affrontato con grande coraggio una malattia che si sapeva non dare scampo. Per mesi si è recato da solo in auto a Padova, dove ha effettuato i cicli di radioterapia. Le sue condizioni si erano fatte via via più serie, fino a quando la sua vista si era spenta. Eppure non ha mollato. Ci teneva a prendere un po’ d’aria nella sua Oderzo, la città nella quale è cresciuto e che ha amato. Molto spesso saliva in carrozzina e veniva accompagnato da Aboubakar, uno dei ragazzi della caserma Zanusso che stava con lui, in quei viaggi, ormai da qualche mese. Fino a poche settimane fa non aveva rinunciato al caffè al bar con la moglie e le figlie, che gli sono state accanto fino all’altro ieri.

Massimo Tombacco è morto in casa, assistito nell’ultimo mese dai volontari dell’Advar nei cui confronti la famiglia ha chiesto di destinare delle somme in memoria del loro caro. Come suo ultimo gesto aveva deciso di donare gli organi e la volontà è stata rispettata.

Subito dopo la laurea in Agraria all’Università di Padova, Tombacco aveva svolto il servizio civile accompagnando l’avvocato Ginaldi di Monfalcone, cieco dopo lo scoppio di una bomba nel dopoguerra.

È stato in quella casa che Tombacco ha conosciuto Francesca, che avrebbe sposato nel 1989 e con la quale avrebbe avuto tre figlie.

Trasferita la famiglia nella sua Oderzo, Massimo aveva guidato la finanziaria “Tofina” ed era stato uno dei titolari delle aziende agricole “Gaiarine” e “Tenuta San Giusto”, a Staranzano (in provincia Gorizia).

Il lavoro non gli ha impedito di spendersi per gli altri. Tombacco è stato infatti presidente del consiglio d’istituto all’istituto Scarpa di Motta di Livenza.

Era poi una delle anime della Nuova Atletica 3 Comuni (ieri mattina i soci hanno corso in suo onore) e aveva fondato l’associazione Adotta un parco, il suo lascito all’intera città, con cui ha tenuto in ordine il verde.

I funerali di Maurizio Tombacco saranno celebrati domani alle 10.30 in Duomo a Oderzo.