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Nuovi voucher, le aziende agricole di Treviso: "Troppo difficili"

A pochi giorni dal via alla vendemmia con la raccolta delle uve precoci, poche aziende agricole si sono fatte avanti per chiedere informazioni sui voucher Presto

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TREVISO. I viticoltori accolgono tiepidamente i nuovi voucher. A pochi giorni dal via alla vendemmia con la raccolta delle uve precoci, poche aziende agricole si sono fatte avanti per chiedere informazioni sui voucher Presto (dall’acronimo prestazione occasionale) introdotti dal Decreto Dignità, il cui utilizzo appare troppo complicato. Molte, invece, stanno già assumendo lavoratori con il contratto a tempo determinato, che al momento rimane l’unico mezzo per regolamentare il lavoro dei vendemmiatori.
 
Oltre ai ritardi operativi (sulla pagina Inps solo ieri sono comparse le modifiche introdotte dal decreto), a limitare l’accesso ai nuovi voucher sono le procedure burocratiche, che rimangono complicate e farraginose. Resta in voga, infatti, la procedura telematica dell’anno scorso, indicata dall’Inps nella circolare 107 del 5 luglio 2017, che obbliga sia il datore di lavoro che il lavoratore a iscriversi sulla piattaforma Inps, comunicare in via telematica tutti i dati relativi alla prestazione, informare sull’eventuale revoca della prestazione e versare i compensi mediante il modello F24.
 
Inoltre, non sarà possibile applicare i voucher ai lavoratori già assunti nella passata stagione con contratto a tempo determinato. Infine, ci sono i vincoli: l’utilizzo riservato solo alle imprese che hanno meno di 5 dipendenti (quindi quelle più grandi restano escluse dalle agevolazioni) e la durata della prestazione occasionale che da 3 giorni è stata alzata a 10.
 
“Apprezziamo gli sforzi compiuti dal governo nell’andare incontro alle aziende, ma ancora una volta il fattore burocratico vanifica gli aspetti positivi - spiega Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso e Veneto -. I vecchi voucher in uso fino al 2016 erano cartacei e prevedevano l’acquisto dei voucher sia per via telematica, che nelle tabaccherie. Era un sistema pratico e snello, che si adattava perfettamente alla natura occasionale del rapporto di lavoro che caratterizza la vendemmia e le raccolte della frutta. Il Decreto Dignità non ha reintrodotto i voucher, ma ha semplicemente rivisto la disciplina del contratto di prestazione occasionale introdotto l’anno scorso dal governo Gentiloni.
 
Le procedure telematiche restano, a parte qualche semplificazione, quelle del 2017 e scoraggiano le aziende a utilizzare lo strumento, in quanto comportano un carico burocratico che aggiunge altro lavoro alle ore passate in campagna ed è causa di ulteriori costi. Infine, non poter applicare i voucher ai lavoratori assunti l’anno scorso è un ulteriore punto a sfavore. Ne è riprova il fatto che molte aziende in questi giorni stanno facendo ricorso a raccoglitori già esperti e utilizzati nelle scorse annate, assumendoli con contratto a tempo determinato”
 
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