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Lavori sul fiume Soligo consolidate le sponde

PIEVE DI SOLIGOIl Soligo ed i territori del Pievigino sono stati messi in sicurezza, dopo la piena ed il maltempo di inizio anno. Si sono conclusi in questi giorni i lavori per la riparazione dei...

PIEVE DI SOLIGO

Il Soligo ed i territori del Pievigino sono stati messi in sicurezza, dopo la piena ed il maltempo di inizio anno. Si sono conclusi in questi giorni i lavori per la riparazione dei danni riportati dal fiume ed i suoi affluenti, tra Cison, Follina, Farra e Pieve di Soligo.

La Regione a febbraio aveva stanziato 244mila euro, che sono stati utilizzati per una serie di interventi. Sono state eseguite opere di difesa con pietre, oltre al taglio della vegetazione e lavori di scavo d ...

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PIEVE DI SOLIGO

Il Soligo ed i territori del Pievigino sono stati messi in sicurezza, dopo la piena ed il maltempo di inizio anno. Si sono conclusi in questi giorni i lavori per la riparazione dei danni riportati dal fiume ed i suoi affluenti, tra Cison, Follina, Farra e Pieve di Soligo.

La Regione a febbraio aveva stanziato 244mila euro, che sono stati utilizzati per una serie di interventi. Sono state eseguite opere di difesa con pietre, oltre al taglio della vegetazione e lavori di scavo di sbancamento nell’alveo. A Pieve di Soligo si è provveduto all’asporto di materiale per duemila metri cubi, oltre al ripristino funzionale di una scogliera in massi, che era stata danneggiata e resa vulnerabile. I tecnici avevano evidenziato come, in caso di ulteriori piene, potesse creare pericolo. A Cison invece sono state ricostruite le sponde in roccia per una lunghezza di 40 metri, mentre a Follina è stata ricostruita una difesa in pietrame di un centinaio di metri, oltre ad scavo per circa 800 metri cubi. È stato così risezionato il Soligo e rimosso del materiale che si era depositato durante le precipitazioni e una piena. Nel Comune di Farra, oltre al taglio di piante infestanti che ostacolavano il libero deflusso dell’acqua, si è proceduto al ripristino di una difesa in roccia esistente, attraverso la ricostruzione della scarpata con materiale roccioso e la risagomatura. «L’intervento ha permesso di recuperare le difese esistenti a tutela delle aree abitate – commenta Gianpaolo Bottacin assessore regionale alla difesa del suolo – ripristinando la funzionalità idraulica mediante l’asporto di materiale di sovralluvionamento, con l’obiettivo di garantire la sicurezza in prossimità degli insediamenti produttivi e abitativi». —

DI.B.