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Treviso, «Centro e Ztl, niente dialogo con chi fa solo polemiche»

Treviso, vertice Casartigiani-Ca’ Sugana, chiesto un tavolo di confronto permanente. «Ma non vogliamo i portatori di interessi personali». Città pedonale, il punto

Alessandro Zago
1 minuto di lettura

TREVISO. «In passato è stato istituito un tavolo di confronto con Ca’ Sugana, che però è stato attivo a fasi alterne e con troppe ingerenze di comitati spontanei: è fondamentale per concertare le scelte strategiche distinguere i portatori di interesse generali da quelli personali». Stoccata di Franco Storer, presidente di Artigianato Trevigiano-Casartigiani. Che non le manda a dire: su centro, commercio e pedonalizzazione, devono confrontarsi con il Comune gli esponenti “titolati” delle categorie economiche, non chi parla di centro e zone a traffico limitato (Ztl) per altri fini, troppo spesso politici.

Facciamo chiarezza

Un messaggio chiaro, quello di Storer, emerso l’altro giono durante un confronto di Casartigiani con il nuovo assessore al Commercio Andrea De Checchi.

Un incontro che gli artigiani definiscono «estremamente positivo per conoscere e confrontarci direttamente con le linee della giunta del sindaco Conte e in particolare sulle attività produttive. Gran parte della discussione si è concentrata sulle Ztl e la costituzione di un tavolo delle attività produttive. Il vicesindaco Andrea De Checchi si è dimostrato disponibile ad ascoltare e a rilanciare le sue idee», proseguono in una nota gli artigiani, «e si è creata una occasione di positiva collaborazione tra le parti, che darà di certo i suoi frutti».

Ztl, parcheggi e navette

«Trasformare il centro storico, o una sua parte, in zona Ztl deve essere un processo condiviso, perciò graduale e programmato», ha detto De Checchi, «Imporre divieti non significa pedonalizzazione. È necessario prima predisporre politiche della sosta accattivanti e mezzi alternativi per raggiungere il centro storico comodamente e solo a quel punto chiudere il centro storico, altrimenti vuol dire dare l’ennesimo colpo basso alle attività produttive e alla frequentazione della città, in un momento già particolarmente delicato».

E Storer ha rilanciato ricordando che, in occasione della pubblicazione del libro sulle botteghe storiche, curato dall’associazione con il sostegno della Camera di Commercio, fosse «necessario ripensare il trasporto pubblico sulle direttive centro-periferie: allora avevamo ipotizzato un servizio di bus navetta dal mercato ortofrutticolo e dal park Dal Negro, per incentivare comunque la passeggiata dello shopping. Inoltre abbiamo suggerito politiche per sostenere le botteghe storiche e sostenere i giovani ad aprire una bottega artigianale in città, magari con affitti calmierati o particolari agevolazioni sulla tassazione comunale». De Checchi, sul tavolo di confronto permanente da mettere in piedi, ha detto infine: «È un’idea che funziona, anche se i tavoli con 50 delegati sono inutili, perché significa non ascoltare veramente nessuno. Penso a tavoli distinti in base alla peculiarità, ad esempio uno per l’artigianato e il commercio, uno per le attività ricettive, con delegati di riferimento per fare una sintesi migliore».

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