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Ma altri nove professionisti se ne andranno entro fine anno

Di Daniel (Snami): «Il problema è ormai strutturale. Il primo collo di bottiglia è il numero chiuso all’Università. Poche  anche le borse di studio» 

Medici che lasciano e turnover che non c'è. Da qui alla fine del 2018 in provincia di Treviso andranno in pensione nove medici. L'incognita riguarda la loro sostituzione: ci saranno professionisti pronti a prenderne il posto per mantenere il servizio ambulatoriale sul territorio?

«La situazione è sempre peggiore e il problema ormai è strutturale» sentenzia il dottor Bruno Di Daniel, presidente provinciale dello Snami.

Le avvisaglie ci sono già. A Visnadello il dottor Salvatore Scarlata è and ...

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Medici che lasciano e turnover che non c'è. Da qui alla fine del 2018 in provincia di Treviso andranno in pensione nove medici. L'incognita riguarda la loro sostituzione: ci saranno professionisti pronti a prenderne il posto per mantenere il servizio ambulatoriale sul territorio?

«La situazione è sempre peggiore e il problema ormai è strutturale» sentenzia il dottor Bruno Di Daniel, presidente provinciale dello Snami.

Le avvisaglie ci sono già. A Visnadello il dottor Salvatore Scarlata è andato in pensione e suoi 1600 assistiti hanno raccolto le firme per chiedere che venga trovato al più presto un supplente.

A fine agosto anche il dottor Ettore Danieli di Treviso cesserà l'attività e i suoi pazienti stanno cercando l'alternativa. Stesso copione visto più volte nel corso dell'anno: per il dottor Franco Bortoletti di Vittorio Veneto, per il collega a Marocco di Mogliano, e molti altri.

Diventa sempre più difficile trovare camici bianchi da destinare al territorio.

«Il primo collo di bottiglia riguarda il numero chiuso per le facoltà di Medicina in tutta Italia, come se non bastasse, un ulteriore restringimento è dato al momento dalle borse di studio per la specialità- sottolinea Di Daniel- per la medicina di famiglia la Regione Veneto ha portato da 50 a 60 i posti per la formazione dei nuovi medici quando ce ne vorrebbero almeno 200 per colmare il gap che si è già creato».

Ogni sforzo sembra vano. A luglio l'Usl di Marca ha decretato 15 zone carenti e sta cercando professionisti disposti a garantire la continuità del servizio.

Il problema riguarda oltre 22 mila cittadini residenti nel quartiere di San Paolo a Treviso, ma anche ad Asolo, Spresiano, Zero Branco, Tarzo, Borso del Grappa, Farra di Soligo, Monastier, Casier, Ponzano e Povegliano.

L'azienda sanitaria ha fatto il bando e sono pervenute molte disponibilità agli incarichi, ma solo a fine estate si conoscerà quanti prenderanno effettivamente servizio. Ovvio che tra i futuri pazienti serpeggino i timori e le preoccupazioni

Cosa ci attende per il futuro? La vita di quello che un tempo si chiamava “medico di famiglia” non è agevole né di grande soddisfazione

Alcune stime ipotizzano che entro il 2023 ogni 4 condotti che andranno in pensione nella Marca ce ne sarà solo uno disposto a subentrare. Senza una netta inversione di tendenza, secondo lo Snami, non resterà che cercare medici di famiglia all'estero. «In Romania e Bulgaria», conclude Di Daniel, «visto che i colleghi del nord Europa hanno stipendi ben più alti dei nostri e non saranno certo disposti a venire a lavorare in Italia». —