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Sala polifunzionale in legno e paglia Il progetto è realtà

Prenderà forma in via Munara  negli spazi di Casa Respiro  la realtà di co-housing sociale  che da qualche anno accoglie  persone con disagio psichico

MORGANO

Architettura 2.0? A Morgano c'è di meglio: niente colate di cemento o altro, ma una sala polifunzionale in legno e paglia autocostruita. È quella che sta prendendo forma in via Munara negli spazi di Casa Respiro, la realtà di co-housing sociale trevigiana che da qualche anno accoglie per alcuni periodi delle persone con disagio psichico ma che è anche un vero e proprio laboratorio culturale a 360 gradi.

Tra le ultime iniziative di Casa Respiro, in collaborazione con Aria familiare (As ...

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MORGANO

Architettura 2.0? A Morgano c'è di meglio: niente colate di cemento o altro, ma una sala polifunzionale in legno e paglia autocostruita. È quella che sta prendendo forma in via Munara negli spazi di Casa Respiro, la realtà di co-housing sociale trevigiana che da qualche anno accoglie per alcuni periodi delle persone con disagio psichico ma che è anche un vero e proprio laboratorio culturale a 360 gradi.

Tra le ultime iniziative di Casa Respiro, in collaborazione con Aria familiare (Associazione Rete Italiana Autocostruzione), appunto, quella della costruzione di uno spazio polifunzionale completamente in legno e paglia da servire alle attività del gruppo.

Così, dopo la messa a dimora delle fondamenta (anche queste in parte con materiale naturale, come la ghiaia) da parte di una ditta, è partito un corso di autocostruzione, che vede in campo oltre 40 volontari, alcuni provenienti anche da fuori regione. E quello di Casa Respiro è anche il primo cantiere di autocostruzione con la paglia del Veneto, aperto ancora - com'è nello spirito della realtà di Morgano - a nuovi volontari. E dal 2 al 6 agosto, Casa Respiro ha ospitato un ulteriore corso teorico-pratico, sugli intonaci da applicare alle case in paglia, proseguendo poi nei lavori.

«Dopo cinque anni di attività, di cui quattro in affitto, avevamo la crescente necessità di mettere radici in un luogo» spiega Annarita Picci, tra le responsabili e membro del direttivo di Casa Respiro, «farlo in maniera ecologica, perlopiù in autocostruzione, è senz'altro un valore aggiunto. Paglia e legno sono degli elementi splendidi e regaleranno alla nostra sala anche un'ottima acustica. Il segnale che la costruzione sia in un qualche modo fatta da tutti, poi, è per noi fondamentale».

Oltre all'auditorium, a settembre, partiranno anche i lavori - questa volta tradizionali - per la costruzione della nuova residenza della casa e di uno spazio per i laboratori, pronti per la fine del 2019. I due spazi, uniti alla sala polifunzionale, formeranno una "U" e saranno comunicanti tra loro.

«Tutte le zone hanno dei portici e si affacciano su una corte interna, occasioni per vivere lo spazio in sintonia con l'ambiente anche grazie al vicino bosco» conclude la responsabile Annarita Picci del direttivo di Casa Respiro.

Qualcosa di speciale, qualcosa capace di lanciare un messaggio di speranza, di impegno per realizzare uno spazio davvero "di comunità".

Dunque un’innovativa idea che potrebbe assurgere a modello di architettura 2.0 non appena verrà realizzata. —