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Cansiglio senza alberghi «Così turisti in fuga»

FREGONAÈ crisi per la ricettività sulla Piana del Cansiglio. Le camere a disposizione dei turisti sono rimaste appena dieci. Solo nel 2000 erano una settantina. Una situazione in caduta libera dopo...

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È crisi per la ricettività sulla Piana del Cansiglio. Le camere a disposizione dei turisti sono rimaste appena dieci. Solo nel 2000 erano una settantina. Una situazione in caduta libera dopo la chiusura dell'ex albergo San Marco e l'anno scorso del Sant’Osvaldo. Finiti i fasti di quando i presidenti Cossiga e Scalfaro soggiornavano al San Marco. Parola fine anche per la quarantennale gestione del Sant’Osvaldo da parte della famiglia Grillo. E quest'anno chiuderà anche l'ultimo impiant ...

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È crisi per la ricettività sulla Piana del Cansiglio. Le camere a disposizione dei turisti sono rimaste appena dieci. Solo nel 2000 erano una settantina. Una situazione in caduta libera dopo la chiusura dell'ex albergo San Marco e l'anno scorso del Sant’Osvaldo. Finiti i fasti di quando i presidenti Cossiga e Scalfaro soggiornavano al San Marco. Parola fine anche per la quarantennale gestione del Sant’Osvaldo da parte della famiglia Grillo. E quest'anno chiuderà anche l'ultimo impianto di risalita. «Siamo scoraggiati», ammette la gente che resiste in Altipiano, «la situazione negli anni è andata peggiorando». Si rimpiangono i tempi quando a gestire era la Forestale. Oggi il Cansiglio è diviso tra competenze di Regioni e Comune, manca un interlocutore certo. «Se chiudono tutte le infrastrutture», paventano sulla Piana, «rischia di saltare anche il golf Club, il secondo campo più importante del Veneto». Altra criticità è rappresentata dai bandi per la concessione degli immobili, che a detta di molti scoraggerebbero gli investimenti di chi vorrebbe abitare in altipiano. «È un vero peccato», conferma l'ex maresciallo Luigi Conforti, già comandante della stazione forestale in Cansiglio. «La foresta è considerata la più bella faggeta d' Europa, con una biodiversità unica e non si riesce a sfruttare». Le potenzialità turistiche infatti non mancherebbero come confermano i nomi famosi che hanno percorso i sentieri, da Mario Rigoni Stern a Folco Quilici. —

Francesca Gallo