Lo schianto di Cimadolmo: Michele accecato dal sole

Cimadolmo, perde la vita a 32 anni dopo l’impatto con l’auto, gravissima la passeggera. Partecipavano a un motoraduno

cimadolmo. Ucciso sul colpo mentre cercava di sorpassare, con la sua moto, l’auto che lo precedeva. Ferita in modo gravissimo la ragazza che lo accompagnava, sbalzata dal sellino del passeggero. È il bilancio del tremendo incidente di ieri alle 11 in via Argine a Cimadolmo. La vittima è Michele Ulliana, 32enne di Candelù di Maserada. Si è schiantato durante un motoraduno con la sua MV Agusta F3 675, la moto che possedeva dal 2013, mentre percorreva via Argine in direzione San Michele di Piave: secondo i primi riscontri, l’alta velocità è tra le cause della tragedia. Ore di angoscia per D.Z., l’amica 29enne che viaggiava con Michele, ricoverata in prognosi riservata al Ca’ Foncello. Illesa la conducente dell’utilitaria centrata dalla moto.

la dinamica. Michele era appena partito da Stabiuzzo assieme all’amica, e aveva raggiunto gli altri partecipanti al motoraduno che si teneva nella frazione di Cimadolmo. Aspettati i ritardatari, la carovana era partita alla volta di Santa Lucia, dove sarebbe terminato il giretto. Pochi chilometri, una quindicina. La moto di Michele a un certo punto si è trovata davanti, in un tratto rettilineo, la Hyundai i10 con alla guida una donna classe 1973, che doveva svoltare a sinistra per prendere una strada in sterrato che porta al greto del Piave. Michele forse non se n’è accorto, potrebbe essere rimasto abbagliato dal sole e non aver notato la freccia: l’auto ha svoltato a sinistra quando per il 31enne non era più possibile fermare la corsa. La moto ha urtato con violenza il lato sinistro della macchina, tanto da far esplodere tutti gli airbag laterali. Il centauro, che indossava regolarmente il casco come la sua amica, è finito nel terrapieno che segue il corso della strada. Già il primo contatto col terreno è stato fatale. La ruota anteriore si è strappata dal telaio, mentre la corsa della MV Agusta è terminata dopo una quarantina di metri, contro alcuni alberi.


i soccorsi. Le prime moto che sono arrivate dopo lo schianto (alcune Vespa che pare provenissero da un altro raduno) si sono fermate e hanno provato a soccorrere i due, ma tutti i loro tentativi di tenere in vita il centauro sono stati inutili. Hanno chiamato il Suem 118 e i carabinieri di San Polo, che sono intervenuti in tempi rapidi. La ragazza, residente a Maserada, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Treviso. Dopo aver lasciato lavorare gli uomini del Suem, è toccato ai carabinieri mettersi all’opera, ma ogni tentativo di rianimazione, purtroppo, è risultato vano.

le indagini. Gli investigatori saranno chiamati a fare chiarezza sull’esatta dinamica dello scontro, per accertare le responsabilità di tutti. Sull’asfalto sono rimasti i segni della frenata istintiva con cui il conducente della Hyundai ha tentato di evitare l’impatto con la moto. L’unico testimone è un altro motociclista che ha raccontato come Michele non sia riuscito a vedere la freccia dell’auto. All’ora dello schianto il sole era dietro le moto e il veicolo, e forse ha nascosto la luce della freccia. Il mix di velocità e sfortuna non gli ha lasciato scampo. Lascia papà Dante, mamma Ivana, la sorella Emy, la compagna Oxana, i colleghi della Mion & Mosole. 
 

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