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La condanna alla Monsanto spinge il “no” al glifosate

L’erbicida è stato considerato pericoloso per la salute di chi ne fa uso Nell’area Prosecco Docg vietato dal 2019, la Doc attende risposte dal ministero



Prima del tribunale californiano, che ha condannato l’azienda produttrice Monsanto, erano arrivati i Consorzi di Tutela del Prosecco, che avevano deciso di mettere al bando il glifosate, l’erbicida “arancione” più usato per le colture (ma anche per le aree pubbliche) della Marca: se ne vendono, ancora oggi, un migliaio di litri.



La società chimica è stata condannata a risarcire con 290 milioni di dollari un giardiniere malato di cancro per aver usato il glifosate, e per non aver avvertito de ...

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Prima del tribunale californiano, che ha condannato l’azienda produttrice Monsanto, erano arrivati i Consorzi di Tutela del Prosecco, che avevano deciso di mettere al bando il glifosate, l’erbicida “arancione” più usato per le colture (ma anche per le aree pubbliche) della Marca: se ne vendono, ancora oggi, un migliaio di litri.



La società chimica è stata condannata a risarcire con 290 milioni di dollari un giardiniere malato di cancro per aver usato il glifosate, e per non aver avvertito della sua pericolosità. Questa sentenza, oggi, potrebbe agevolare la battaglia del Prosecco Doc per modificare il disciplinare di produzione in senso più restrittivo. Perché la situazione relativa alle autorizzazioni per il glifosate, oggi, nella Marca è più complicata che mai. In sintesi: è vietato, e chi lo utilizza rischia la multa, soltanto in cinque Comuni (Conegliano, San Pietro di Feletto, Tarzo, Colle Umberto e Vittorio Veneto), che lo avevano proibito dopo averne trovato tracce in un pozzo dell’acqua potabile a Ogliano. Sarà vietato dal primo gennaio 2019 in tutti i 15 Comuni della Docg Conegliano Valdobbiadene: nessuna deroga né ripensamento. Per quanto riguarda tutti gli altri Comuni trevigiani, invece, è ancora legale. E lo sarà finché il Comitato Nazionale Vini non approverà la modifica al disciplinare del Prosecco Doc che lo vieta. Attenzione, però: a quel punto sarà vietato nel processo di produzione del Prosecco, ma niente vieterà, per esempio, di utilizzarlo nei campi di mais o in giardino contro le erbacce.



Sul divieto di utilizzare il glifosate il presidente del Consorzio di Tutela Prosecco Doc, Stefano Zanette, ha edificato gli ultimi due anni di mandato e la sua rielezione. È “la” battaglia: troppo importante ottenere il via libera dal Comitato Nazionale Vini (ente del Ministero delle politiche agricole). In questo senso la sentenza americana può dare una mano: «Il Comitato si è insediato da una decina di giorni e prenderà in esame la nostra richiesta di modifica del disciplinare assieme a molte altre» spiega Zanette, «l’esito non è scontato, ma siamo fiduciosi che la decisione ci sia favorevole. Siamo stati tra i primi in Europa a iniziare questo percorso. Si tratta di una scelta di responsabilità e precauzione. Una scelta che la base produttiva ha già capito: lavorazioni meccaniche e pirodiserbo, cioè le alternative ai diserbanti chimici, stanno prendendo sempre più piede. C’è grande ricerca e innovazione in questo campo. Il settore è in continua evoluzione e non si torna indietro».



La Docg Conegliano Valdobbiadene è riuscita a far adottare l’abolizione del glifosate dai regolamenti dei Comuni, e quindi dal 2019 sarà legge per tutti. Non varrà solo per i vigneti ma anche per aiuole, giardini, altre colture. Con qualcosa in più: «Non ci limitiamo ad abolire questo specifico prodotto» spiega Innocente Nardi, presidente Consorzio di Tutela Docg, «abbiamo esteso il divieto a tutti gli erbicidi con classe di rischio H350, H351, H360, H361, potenzialmente pericolosi per la salute. Dall’anno scorso il divieto era nel nostro Protocollo Viticolo, che però vale soltanto come indicazioni e suggerimenti. Dal prossimo anno entra in vigore un accordo di programma vincolante con le 15 amministrazioni della nostra denominazione». —