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«Dobbi su governance e piano» «Incassati soldi per i cittadini»

chi lascia«Non mi interessa andare a casa, se questo è il prezzo che devo pagare per fare il bene della mia gente» . Così reagisce Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, alla Lega che gli avrebbe...

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«Non mi interessa andare a casa, se questo è il prezzo che devo pagare per fare il bene della mia gente» . Così reagisce Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, alla Lega che gli avrebbe dato il benservito dopo quello che lui ha dato ad Asco Holding. «Io, in realtà, non sono uscito dalla capogruppo, vi ho mantenuto 88 azioni per circa 300 euro. Ho invece trasferito tutte le altre in AscoPiave dove garantirò al Comune un patrimonio di 3 milioni e 840 mila euro» . Della Pietra si d ...

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«Non mi interessa andare a casa, se questo è il prezzo che devo pagare per fare il bene della mia gente» . Così reagisce Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, alla Lega che gli avrebbe dato il benservito dopo quello che lui ha dato ad Asco Holding. «Io, in realtà, non sono uscito dalla capogruppo, vi ho mantenuto 88 azioni per circa 300 euro. Ho invece trasferito tutte le altre in AscoPiave dove garantirò al Comune un patrimonio di 3 milioni e 840 mila euro» . Della Pietra si dice sicuro che la sua gente condividerà. Ma perché la fuga? «Evidentemente perché la governance della capogruppo lasciava a desiderare, se è vero che il 50% dei soci le hanno girato le spalle. Altro che gioiello» . Il sindaco di Spresiano assicura che le ha provate tutte per portare democrazia – lui ed altri – all’interno, ma non c’è riuscito. Comuni come Aracade, Trevignano, Giavera, Segusino, Cison, Follina, Santa Lucia, Pieve, Borso, San Zenone, Possagno, Riese, Mareno, Roncade, Paderno, Caerano, Povegliano, San Pietro di Feletto si sono ritirati completamente. Ruggero Feltrin, sindaco di Trevignano, ha preferito tagliare il cordone ombelicale. Il suo 0,63% vale 3 milioni e 300 mila euro circa. «Un milione e poco più lo abbiamo trasformato in azioni della quotata e 2 milioni abbondanti ce li siamo portati a casa. In questo modo – dice – abbiamo messo in sicurezza il tesoretto del Comune». Ma in sicurezza da che cosa? «Dall’incertezza che permea la Holding. Ancora più di un anno fa ho sollevato il problema, sollecitando un nuovo indirizzo. Non hanno ascoltato e per tutta risposta hanno portato al voto il nuovo statuto. È evidente che abbiamo votato contro». Cristina Pin, sindaco di Cison preferisce mantenere il riserbo. Riccardo Szumski, sindaco di Santa Lucia di Piave, è invece un fiume in pinea. «Io sono uscito ancora nel 2016 e con 3 milioni e mezzo ho acquistato palazzo Ancilotto, che il prossimo anno diventerà la cittadella dei santalucesi» racconta, «oggi riscontro che quello che davvero manca è un autentico piano industriale». Per Szumski non mancano, invece, le ingerenze politiche. —

F.D.M.

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