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Aeroporto, caos valigie e collegamenti inadeguati

La politica dei bagagli di Ryanair e le ferie mandano in tilt la gestione dei rulli. Di sera pochi taxi e solo bus per Venezia. E agli arrivi appena due toilette

Federico de Wolanski
2 minuti di lettura

TREVISO. Oltre ai ritardi di ore collezionati dai voli Ryanair e immortalati da decine di post sui social di passeggeri imbufaliti, all’estate bollente dell’aeroporto Canova si è aggiunto ora anche il caos bagagli.

In aeroporto, nel fine settinana, per riprendersi un semplice trolley cacciato nella stiva dei Boeing da una Ryanair ormai sempre più propensa a eliminare i bagagli a mano, serviva almeno un’ora e mezza di attesa.

la denuncia dei passeggeri

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del volo da Ibiza di sabato. Partenza alle ritardata di due ore, «per problemi all’aeroporto di destinazione» ha detto il personale di bordo. Arrivo dopo le nove e poi, il calvario. «Abbiamo aspettato un’ora e mezza perché i bagagli venissero caricati sul nastro. Ce n’erano due, ma solo uno funzionava» criticano. «E sul quel nastro sono stati caricati anche i bagagli di altri voli in un continuo di annunci e cancellazioni». Stessa scena era avvenuta nei giorni precedenti, e ancora di sera, quando l’area arrivi è diventata un caos tra chi cercava bagagli che non arrivavano e chi cercava di andare in bagno. «Una fila incredibile perché i bagni sono solo due» attacca un viaggiatore, «inaccetabile per un aeroporto che muove milioni di passeggeri. Bel biglietto da visita...».



collegamenti?

Secondo “benvenuto” per chi arrivava in città la scena che si apriva fuori dalle porte del Canova poco prima delle 23: nessun taxi (quei quattro che prestavano servizio erano già partiti), bus per la città inesistenti visto che l’ultima corsa era partita alle 22. 35, e quella prima era alle 21. 35 (già una concessione rispetto ad anni fa quando passava solo alle 20. 30 circa). A molti non è rimasto altro da fare che andare a piedi in Noalese... auguri, o salire sulle corriere dirette solo a Venezia (quelle sì pronte all’uscita).



A cose normali, non va

Caso straordinario? Dentro l’aeroporto le cose possono funzionare meglio in questo periodo. Anche fonti interne allo scalo ammettono che «negli ultimi tempi c’è sofferenza», soprattutto sul fronte bagagli. Come risolverle? Non facile senza nuove infrastrutture. Ma è anche fuori dallo scalo che a cose normali la situazione non è certo né facile, né ammissibile resti così. Eppure i nodi non sono mai stati risolti. L’affaccio sulla Noalese è un caos di traffico che difficilmente si sposa con le titubanze e le necessità di tanti turisti che approdano in città senza sapere come e dove muoversi. I parcheggi realizzati in questi anni si sono ammassati gli uni sugli altri soffocando spazi che avrebbero potuto essere comodi alla gestione di arrivi e partenze; il sovrappasso pedonale sulla Noalese resta nel libro dei sogni di Save (per adesso) obbligando il traffico e i passeggeri ai ritmi di un semaforo; la fermata dei bus Mom non è certo un bel vedere, tra cartacce e auto che passano a pochi centimetri. E di sera a tutto questo si aggiungono le auto in quattro frecce che attendono chi arriva parcheggiate in strada. A denunciarlo fu anche un consigliere regionale leghista, ma era tempo di elezioni. Oggi sul tema non parla più nessuno. –
 

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