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Cansiglio, assalto delle auto: «Un pass come sul Sella»

Domenica intasate le strade di accesso e sulla piana, rilanciata la proposta di blocco. Fregona è d’accordo: «Servono dei parcheggi a Crosetta e Spert. Poi un trenino»

Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

CANSIGLIO. L’altopiano del Cansiglio con le auto contingentate come sui passi dolomitici?
«Sì, ma non il pass libero, ma a pagamento, seppur minimo» suggerisce Lino Azzalini, presidente dell’associazione dei Cimbri. La proposta arriva dalla tradizionale festa d’agosto della minoranza etnico-linguistica (più di tremila oriundi sulla Pedemontana vittoriese e nella conca dell’Alpago), svoltasi in Pian Osteria. Ieri, la foresta meglio gestita d’Italia, è stata presa d’assalto da migliaia di auto. I vacanzieri in coda fin dalle prime rampe di Fregona e poi alle prese con gli ingorghi in località Crosetta, al centro della Piana, tra Pian Osteria e Campon. Auto parcheggiate su entrambi i lati delle strade; posti ancora liberi nelle aree camper col ticket, tutti occupati nelle soste libere. «Attraverso l’auspicato contingentamento non vogliamo introdurre il numero chiuso sull’altopiano, ma disciplinare il flusso» precisa Laura Buso, sindaco di Fregona. «Quando si riempiono le aree attrezzate, scatta lo stop agli ingressi, finché non si liberano dei posti».

Nell’assemblea di ieri, Cimbri e sindaco hanno sollecitato Veneto Agricoltura a riprendere dal cassetto il progetto di due anni fa per stoppare le macchine alla Crosetta e a Spert, dove attivare due grandi aree di sosta, e da questi ingressi far entrare solo gli automobilisti provvisti di pass. Esattamente come accade al passo Sella. E questo per evitare la sosta selvaggia, perfino nei pascoli.

Veneto Agricoltura, a suo tempo, aveva suggerito di far entrare in Cansiglio solo le auto con disponibilità di parcheggio numerato. Mancano ancora, però, le soste attrezzate e numerate, magari anche provviste di panche, tavoli, bagni là dove ci sono le maggiori concentrazioni, e cestini. Oggi di organizzata c’è solo l’area camper, inaugurata l’anno scorso. Secondo il presidente dei cimbri, gli enti locali, attraverso i pass, potrebbero raccogliere qualche risorsa da reinvestire all’ombra dei faggi. Per la verità l’assalto al Cansiglio, con i numeri di ieri, si verifica soltanto nei fine settimana di luglio ed agosto.

«D’accordo, il problema è temporalmente limitato, però – suggerisce l’associazione dei Cimbri – questa potrebbe essere l’occasione per un accesso finalmente ecosostenibile al bosco, per esempio reintroducendo il trenino del tempo austro-ungarico». Quando da queste parti comandava Vienna, l’Altopiano era attraversato da una rete di binari lunga una decina di chilometri.

Il legname veniva raccolto in Valbona, in Val Menera, in Pian Osteria e a Vallorch e, dopo essere stato portato in fondo alla valle, sotto località Crosetta, veniva caricato sulla teleferica e trasportato dall’altra parte della montagna, verso il Vittoriese.

«Ci è sfuggito, per un soffio, un fondo europeo, al quale volevamo accedere per realizzare lo studio di fattibilità – interviene Azzalini –. Adesso cerchiamo risorse in altra direzione. Per il materiale storico è disponibile l’Archivio di Stato di Vienna. Una volta pronto lo studio, andremo a raccogliere i fondi».

Azzalini ha compiuto il percorso a piedi, lungo il vecchio tracciato. «Esistono ancora le gallerie» assicura il presidente e – aggiunge – «con pochi milioni potremmo dar spazio ad un’attrattiva unica». —
 

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