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Conegliano, con i risparmi l’Usl realizza la nuova cittadella sanitaria

Zaia e Benazzi hanno presentato il rendering dei lavori per il nuovo ospedale. Oltre 300 posti letto ”specializzati”, il via ai lavori nel 2019

Francesco Dal Mas
1 minuto di lettura

CONEGLIANO. Fra 5 anni Conegliano avrà un nuovo ospedale, da 319 posti letto. I lavori partiranno nel 2019, grazie ai 20 milioni di avanzo dell’ex Uls 7 e ai 30 milioni circa di contributo regionale, e termineranno dopo 4 anni. Poi si procederà alla ristrutturazione del corpo centrale e all’abbattimento dell’ala est che richiederanno 6 anni e un investimento di 24.560.783 euro.



«Sarà un nosocomio che potrà competere, seppur in dimensione ridotta, con la cittadella sanitaria di Treviso e con quello che nascerà a Padova», ha detto ieri il governatore Luca Zaia, presentando il progetto con il direttore generale Francesco Benazzi ed il sindaco Fabio Chies. Dove oggi si trova il parcheggio del personale, sarà costruito il secondo Polo, che ospiterà Area Critica, Medica, Diagnostica e Materno-Infantile. Il nuovo fabbricato, costituito da sei piani fuori terra oltre a uno interrato, sarà collegato e integrato con l’attuale sistema ospedaliero e vi si accederà dall’ ingresso principale in via Bisagno. E’ stata esaminata, come ha spiegato Benazzi, la possibilità di mettere a norma il vecchio ospedale, ma si è preferito puntare sul nuovo perché, a parità di costi, in un tempo decisamente inferiori e, soprattutto, senza causare alcun disagio all’attività ospedaliera Conegliano potrà avere, alla fine, un ospedale praticamente nuovo.



Il nuovo Polo Area Critica e Medica avrà una superficie utile complessiva di 28.434 mq.«I letti che nasceranno in questo Polo – ha fatto notare Zaia – rappresentano in pieno la strategia verso il futuro che abbiamo per tutta la regione: sempre meno letti generalisti, sempre più letti iperspecializzati, come questi 319, abbinati a tecnologie sempre più moderne di diagnosi e cura e alla presenza di sanitari di grande levatura». Il governatore ha poi precisato che i 20 milioni dell’Uls non sono stati reperiti tagliando qualcosa, ma semplicemente riutilizzando quanto ottenuto grazie a una buona amministrazione».

 

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