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Licenziati e assunti con la Coop il sindacato accusa la Came

Nella sede feiulana è in atto una mobilitazione di nove  lavoratori del magazzino cui la società aveva recapitato   le lettere di licenziamento

CASIER

Magazzinieri Came licenziati e richiamati in servizio attraverso una cooperativa esterna: duro atto d’accusa della Fiom friulana contro l’azienda di Dosson. Nella sede di Sesto al Reghena è in atto una mobilitazione da parte di 9 lavoratori del magazzino. Una settimana fa, dopo un duro braccio di ferro, la società trevigiana ha recapitato ai propri dipendenti le lettere di licenziamento.

Lunedì, a seguito di un’assemblea, gli operai magazzinieri destinatari di queste comunicazioni hanno ...

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CASIER

Magazzinieri Came licenziati e richiamati in servizio attraverso una cooperativa esterna: duro atto d’accusa della Fiom friulana contro l’azienda di Dosson. Nella sede di Sesto al Reghena è in atto una mobilitazione da parte di 9 lavoratori del magazzino. Una settimana fa, dopo un duro braccio di ferro, la società trevigiana ha recapitato ai propri dipendenti le lettere di licenziamento.

Lunedì, a seguito di un’assemblea, gli operai magazzinieri destinatari di queste comunicazioni hanno deciso di decretare lo sciopero a oltranza. Motivo? L’esternalizzazione della forza lavoro. Si tratta di una strategia già attuata a inizio anno nella sede centrale di Dosson. I magazzinieri della sede trevigiana sono passati dalle dipendenze del gruppo Came, dove erano inquadrati come operai metalmeccanici, a quelle di una cooperativa, la Gdl Service di Quinto di Treviso.

La mansione sarebbe più o meno la stessa, l’inquadramento contrattuale, le tutele e i diritti, risultano invece completamente diversi tra loro.

«È ciò che avviene passando dal tempo indeterminato all’inquadramento formale come “soci” della nuova cooperativa» spiega il segretario regionale Friuli Venezia Giulia della Fiom, Maurizio Marcon. Se a Dosson questo passaggio è passato sotto silenzio, al di là del confine regionale le richieste dell’azienda, sono state accolte dai lavoratori e dal sindacato con grande perplessità.

«L’azienda vuole competere nel mercato sulla pelle dei lavoratori» è il duro commento del sindacato «ha tentato di convincere i magazzinieri a dimettersi volontariamente per passare a lavorare come soci di una cooperativa, mettendo a repentaglio retribuzioni, tredicesime e tutele contrattuali». Da parte del responsabile marketing di Came, Marco Cibien si precisa che al momento la società non intende rilasciare dichiarazioni a riguardo. —

M.M.

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