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Pratica maltempo a Roma Baratto: «Giù le tasse a chi ha subito danni»

L’ex sindaco porta la proposta in Parlamento L’assessore Bottacin assicura «Scattato lo stato di crisi» Segnazioni raccolte da lunedì

CORNUDA

Già firmati i decreti con i quali viene dichiarato lo stato di crisi per una serie di eccezionali avversità atmosferiche, tra cui anche quelle che hanno colpito tra il 16 e il 17 luglio i comuni di Cornuda, Maser, Pederobba, Monfumo, Caerano.

Lo ha reso confermato ieri l’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin in un summit avuto in municipio a Cornuda con i sindaci e il deputato Raffaele Baratto. L’assessore Bottacin ha quindi rassicurato gli amministratori lo ...

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CORNUDA

Già firmati i decreti con i quali viene dichiarato lo stato di crisi per una serie di eccezionali avversità atmosferiche, tra cui anche quelle che hanno colpito tra il 16 e il 17 luglio i comuni di Cornuda, Maser, Pederobba, Monfumo, Caerano.

Lo ha reso confermato ieri l’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin in un summit avuto in municipio a Cornuda con i sindaci e il deputato Raffaele Baratto. L’assessore Bottacin ha quindi rassicurato gli amministratori locali che la procedura per la dichiarazione dello stato di crisi è già stata avviata con la firma dei decreti da parte del governatore del Veneto, Luca Zaia, ed è suscettibile di integrazioni qualora altri enti dovessero segnalare danni e disagi riconducibili agli stessi eventi meteo eccezionali.

Lo stato di crisi è il passaggio necessario per la successiva richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza da trasmettere al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per il riconoscimento e il ristoro dei danni. Bottacin si era recato personalmente la sera stessa - lunedì- del maltempo prima a Cornuda e poi a Pederobba, monitorando la situazione fino all’alba. Ieri è tornato a Cornuda per incontrare i sindaci e informarli dell’avvenuto avvio della procedura per il riconoscimento dello stato di emergenza.

L’onorevole Raffaele Baratto ha aggiunto che seguirà la pratica a Roma e farà una proposta in Parlamento per la riduzione delle tasse alle imprese danneggiate dal maltempo. «Noi sindaci», spiega Claudio Sartor, «da lunedì cominceremo a raccogliere i dati sui danni sia alle strutture pubbliche che a quelle private da trasmettere poi in Regione. Ci coordineremo in modo da adottare un modello uguale per tutti i comuni. Chiederemo anche un incontro al Consorzio Piave per vedere come risolvere i problemi delle esondazioni soprattutto del Nasson e del Muson, che periodicamente danno problemi».

E proprio su tale aspetto interviene anche l’ex senatrice del Pd Laura Puppato. «Nel caso dell’allagamento del Ru’ Bianco non si può parlare di casualità, visto che nulla si è verificato nel tratto a nord dove il suo alveo è rimasto libero di espandersi e non è interrato», dichiara, «credo che sia giunto il tempo che anche i Comuni, insieme alla Regione, inizino un’attività di monitoraggio delle strettoie fluviali. Esiste una legge per considerare la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua come un obbligo, l’unico che possa evitare il riprodursi di eventi che possono risultare anche molto gravi. A Cornuda non sarà facile far “resuscitare il Ru’ Bianco” dove è stato inopinatamente chiuso da asfalto e cemento, ma si deve fare» . –