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Un festival contro la paura «Distruggere i muri per costruire il futuro»

Si apre domani pomeriggio nel parco di villa Wasserman la rassegna interculturale nata dall’esperienza di Ritmi e danze dal mondo

GIAVERA DEL MONTELLO. Il dialogo e l'incontro tra culture diverse, a cominciare da quelle delle comunità dei 90mila immigrati che che vivono nella Marca e delle quali poco o nulla si conosce, come antidoto per sgretolare i muri della paura. Ancor più dentro un'Europa che proprio in questi giorni attorno alla questione migratoria minaccia di innalzare barriere e muri. E' pronta ad aprire le danze sabato 7 e domenica 8 luglio a Giavera del Montello a Villa Wasserman la due giorni del "MicroMac ...

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GIAVERA DEL MONTELLO. Il dialogo e l'incontro tra culture diverse, a cominciare da quelle delle comunità dei 90mila immigrati che che vivono nella Marca e delle quali poco o nulla si conosce, come antidoto per sgretolare i muri della paura. Ancor più dentro un'Europa che proprio in questi giorni attorno alla questione migratoria minaccia di innalzare barriere e muri. E' pronta ad aprire le danze sabato 7 e domenica 8 luglio a Giavera del Montello a Villa Wasserman la due giorni del "MicroMacroGFest", il festival dell'Associazione Ritmi e danze del mondo, l'evento interculturale più conosciuto del Nordest, giunto alla 23esima edizione. Un appuntamento quest'anno ridotto nel tempo a due giornate, ma allargato nello spazio perché inserito in una nuova formula che per la prima volta ha reso gli appuntamenti itineranti e ha distribuito nell'arco di cinque mesi l'esperienza ultraventennale di Ritmi e danze nel mondo. Con un titolo scelto dagli oltre 400 volontari "Occhi aperti sul mondo: un salto in altro". Una riflessione sull'aria che oggi tira in Europa e che spiega come non sia più tempo di guardare solo al proprio campanile o di pensare di potercela fare da soli: «Serve un salto in altro che aiuti superare vicoli ciechi sbarrati da paura, ignoranza e sfiducia – spiega don Bruno Baratto, presidente del Festival – Che ci apra a collaborare in progetti che costruiscano un futuro condiviso».

Fitto il programma delle due giornate. Sabato il "micro-macro festival" prenderà il via alle 16 con l'approfondimento dal titolo «Sguardi sul mondo». Ospiti il genetista Guido Barbujani che traccerà il confine tra razze in biologia e razzismo, la scrittrice italo albanese Anilda Ibrahimi e il giornalista Stefano Liberti. Domenica mattina invece, a partire dalle 10.30, è atteso l'incontro con l'antropologo, giornalista e scrittore Duccio Canestrini, che spiegherà come l'antropologia culturale «possa aiutare a capire il significato di alcuni cambiamenti in atto». Altra terna di scrittori e giornalisti in Villa domenica pomeriggio, alle 16, con Annalisa Camilli di Internazionale. Azra Nuhefendic, scrittrice e giornalista bosniaca vincitrice del premio internazionale "Writing for Central Eastern Europe" e il fotogiornalista vicentino Nicola Zolin, autore del libro "Passeggeri della terra". Sempre domenica alle 18 sarà il momento del flashmob "Altra voce" con cori e cantori provenienti da tutto il Veneto per un momento di condivisione musicale pronto a ricordare il senso della comunità umana alla quale tutti apparteniamo. A seguire una girandola di appuntamenti con la musica e la danza. Negli spazi espositivi allestiti dal Collettivo Fotosocial saranno esposti alcuni dipinti dell'artista iracheno Matti al Kanun e il reportage del giornalista di Castelfranco, Emanuele Confortin che ha documentato la battaglia di Mosul. —

ALESSANDRA VENDRAME.