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West Nile, nella Marca zanzare col virus. La Regione: "Tutto sotto controllo"

Una zanzara

Gli insetti scoperti a inizio giugno in una delle trappole di monitoraggio in provincia di Treviso. Coletto: "Il sistema sanitario, già allertato"

TREVISO. Il 12 giugno scorso il sistema regionale di sorveglianza integrata di malattie trasmesse da vettori, con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha rilevato la prima positività per virus West Nile (WNV) in un pool di zanzare catturate in una trappola posizionata nel comune di Villa Bartolomea (Verona).

Nei giorni successivi sono state rilevate positività anche in altre trappole delle province di Treviso e Venezia. A Treviso c'era stato un caso di contagio nel 2017. Alle posit ...

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TREVISO. Il 12 giugno scorso il sistema regionale di sorveglianza integrata di malattie trasmesse da vettori, con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha rilevato la prima positività per virus West Nile (WNV) in un pool di zanzare catturate in una trappola posizionata nel comune di Villa Bartolomea (Verona).

Nei giorni successivi sono state rilevate positività anche in altre trappole delle province di Treviso e Venezia. A Treviso c'era stato un caso di contagio nel 2017. Alle positività per WNV nelle zanzare è seguito nella giornata del 26 giugno la conferma di laboratorio del primo caso di malattia neuro-invasiva da virus West Nile del 2018 in una persona residente a Polesella in provincia di Rovigo. Dal 1 giugno è attivo il sistema di sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori, tra cui la febbre West Nile: a seguito dei riscontri la Regione, le Aziende ULSS ed i Comuni hanno attuato attività specifiche di contrasto previste dal Piano regionale.

E’ questo il quadro tracciato dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto rispetto al ripresentarsi, anche quest’anno, dell’infezione da virus West Nile, trasmesso dalla zanzara comune del genere Culex presente nel nostro territorio.

“Conosciamo bene questa realtà – sottolinea l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – e anche quest’anno, dal primo giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuro-invasiva – aggiunge l’Assessore – non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico”.