Maltempo a Conegliano: badante salva un'anziana dall’acqua

La moldava ha soccorso l’anziana prima che il pianoterra fosse sommerso. In collina elettrodomestici e mobili da buttare

CONEGLIANO. Nonna Maria è stata salvata dall’annegamento dalla sua badante. Tra le tante storie dell’alluvione a Parè, c’è quella di Maria Rossi, 94 anni. Da una vita abita in un casolare in via Podgora ai piedi della collina, dalla quale mercoledì notte è sceso un fiume d’acqua. La nonnina deve la vita alla donna moldava che la assiste giorno e notte.

Maria dormiva nella sua camera al pianoterra, ha una mente lucida e una grande memoria, ma il corpo sente gli acciacchi dell’età e non si può muovere da sola. L’abitazione di nonna Maria è stata la prima ad essere colpita dall’impeto del torrente Valbona, fuoriuscito dagli argini a monte. La badante dorme in un’altra stanza, ma c’è un dispositivo che segnala quando manca l’energia . «Io ho sentito il rumore della macchinetta, mi sono svegliata, ho visto l’acqua e sono volata dalla signora Maria – racconta la badante moldava - era caduto il frigorifero, si sono spostati anche i mobili e il divano. Non so dove ho trovato la forza di prenderla in braccio e di portarla sopra, grazie a Dio è salva».

Qualche minuto in più, e la novantenne avrebbe rischiato la vita. L’acqua nell’abitazione è salita a un livello di circa 80 centimetri, l’anziana è stata portata al piano superiore. «L’ho cambiata, eravamo tutte bagnate, avevo paura che prendesse il raffreddore, l’acqua era freddissima, è stato un disastro – continua la badante – ho chiamato il figlio e poi sono arrivati i vigili dei fuoco, sono stati loro bravi». Alcuni residenti di via Podgora, Strada del Collalto e via Marsiglion, hanno intenzione di riunirsi in un comitato, per chiedere interventi di messa in sicurezza dell’area collinare sovrastante.

Lo devono a nonna Maria, ma anche per un’altra novantenne che vive in strada Collalto con la famiglia Andreetta, che ha perso dieci galline e sei pulcini (annegati), e per tutte le famiglie che hanno subìto danni, ognuna per decine di migliaia di euro. Difficile al momento fare una stima complessiva dei danni materiali. Tra garage e case invase dal fango, auto sott’acqua, impianti elettrici in tilt, mobili e attrezzature varie, il conto totale potrebbe essere vicino al milione di euro. Il titolare della pizzeria Saporoso metterà a disposizione il suo locale per l’incontro tra i residenti e costituire un comitato, per chiedere risarcimenti e lavori idraulici sulla collina. Ieri gli abitanti hanno continuato a pulire le loro abitazioni, si sono di nuovo rimboccati le maniche da soli, a volte aiutati da parenti e amici.

All’esterno hanno dovuto ammassare tutto quello che è andato distrutto, per lo smaltimento ci penserà Savno. Tutti i residenti chiedono interventi, perché erano già rimasti alluvionati nel luglio 2014, in circostanze analoghe. Stavolta l’ondata è stata ancora più impetuosa. Il problema è nel tratto sovrastante dove il torrente Valbona è esondato. Diversi residenti danno la colpa anche alla mancanza di fossati sul pendio, scomparsi perché hanno lasciato spazio a distese di vigneti, dove prima c’era bosco.
 

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