Sos ginecologi, negli ospedali di Castelfranco e Montebelluna ne mancano otto

Conegliano in soccorso dei reparti di Castelfranco e Montebelluna, nuovo concorso ad agosto

CASTELFRANCO. Cercansi ginecologi per gli ospedali di Castelfranco e Montebelluna. Da mesi mancano all’appello otto professionisti, ma i concorsi continuano ad andare deserti. Per scongiurare il rischio di chiusura dei punti nascita l’Usl di Marca è stata costretta a trovare una soluzione d’emergenza: chiedere ai ginecologi dell’ospedale di Conegliano di sopperire alle carenze estive dei colleghi del San Giacomo e del San Valentino.

«Non avevamo altra scelta», sospira il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi, «Non riusciamo a trovare specialisti e quindi l’unica strada possibile è quella di distribuire le forze in modo differente, su base provinciale.

Per assicurare il buon funzionamento delle sale parto di Castelfranco e Montebelluna abbiamo quindi stabilito la turnazione dei ginecologi coneglianesi nei due nosocomi». Un rimedio tampone in attesa del prossimo concorso in programma ad agosto. «Dobbiamo aspettare l’uscita di nuove figure dalla specialità e confidare che qualcuno si candidi al bando in modo da assumere entro settembre», aggiunge Benazzi.

Per una volta il problema non sono le risorse economiche, bensì la materiale scarsità di ginecologi. Sempre meno medici scelgono questa specialità, tra le più esposte al rischio di contenzioso medico-legale e con polizze assicurative salatissime. Una questione nazionale che si fa sempre più sentire negli ospedali periferici, storicamente meno “ambiti” dai camici bianchi.

E il futuro non è roseo: entro i prossimi 10 anni si stima che solo la metà dei ginecologi andati in pensione verrà sostituita. Senza invertire la rotta potrebbero chiudere i punti nascita con più di 500 parti l’anno (il numero minimo per garantire gli standard operativi di sicurezza). L’azienda sanitaria trevigiana non conferma questa ipotesi, ma di certo si sta muovendo per affidare a ostetriche e a infermieri tutta una serie di compiti che prima erano appannaggio del medico. Vedi ad esempio l’avvio di un protocollo che incarica le ostetriche della gestione del gravidanza fisiologica all’ospedale di Treviso.

Tornando ai ginecologi coneglianesi, si preannunciano mesi intensi. Inviati a Castelfranco e Montebelluna, ma anche chiamati ad accogliere le future mamme che non potranno partorire all’ospedale di Vittorio Veneto, dove il punto nascita è stato chiuso per “ferie” con il timore che lo stop diventi definitivo vista la scarsità di bébé e personale.

 

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