Maltempo a Treviso: Ghirada sott'acqua dopo lavori per 2 milioni

Caos a Santa Bona, in via Sarpi e in centro. Michielan “tradito” dal temporale. Opposizioni all’attacco. Manildo: «Imprevedibile, le opere hanno limitato i danni»

TREVISO . Negozi allagati, giardini come piscine, strade impraticabili e traffico bloccato. Ieri dopo il nubifragio che si è abbattuto sulla città l’area della Ghirada è andata sotto acqua, un allagamento clamoroso perché da tre anni a questa parte l’amministrazione proprio in quell’area aveva speso due milione di euro in due tranche per la “messa in sicurezza idraulica” dell’intera zona. Sono stati lavori sulla canalizzazione, la ricalibratura dei fossati e delle tubazioni, interventi anche per la riqualificazione idraulica del sottopassaggio di via Sarpi che ieri si è invece irrimediabilmente allagata.

Il maltempo si abbatte su Treviso: strade allagate a ponte San Martino



Un brutto colpo che, ironia della sorte, è arrivato a poche ore di distanza da quando proprio l’assessore ai lavori pubblico Ofelio Michielan, davanti al sottopassaggio di via Sarpi, annunciava in un video: «Cambiamento a Treviso è vedere risolto dopo vent'anni il problema degli allagamenti». Mai dichiarazione fu più intempestiva.

Nel sottopassaggio ieri si sono accumulati oltre 20 centimetri d’acqua, e una decina ha trasformato in un fiume via Ghirada che all’altezza del sottopassaggio della tangenziale ha allagato alcune abitazioni e negozi.

Danni e polemiche, violente e inevitabili, con il consigliere leghista Giancarlo Da Tos ad attaccare l’amministrazione puntando il dito contro «milioni di euro buttati al vento, tante parole e nessun fatto». Tantissime macchine hanno intasato le strade tra Ghirada e Santa Maria del Sile alla ricerca di una via di fuga dall’acqua scontrandosi con allagamenti anche al confine con Preganziol e a Canizzano.

Maltempo a Treviso: il sottopasso della stazione allagato



«Inutile vantarsi in campagna elettorale di cose non vere, poi basta un po’ di sfortuna e la realtà viene a galla», ha attaccato anche Davide Acampora di Fratelli d’Italia diffondendo le foto del sottopassaggio di via Sarpi stile piscina .

Ma i problemi hanno riguardato anche Sant’Antonino, con l’area del sottopassaggio di via Venier allagata, via Santa Bona Vecchia, l’area delle piscine comunali e viale Luzzatti con grandi pozze d’acqua che hanno mandato in tilt il traffico.

Impraticabile via Pindaro, e così molte strade secondarie. Rullo dei tamburi di guerra dell’opposizione che con Enrico Renosto ha lanciato strali: «Le bugie vengono a galla», ha detto, «avevano raccontato che avrebbero comunicato i lavori di messa in sicurezza di via Santa Bona Vecchia prima di giugno, non hanno fatto nulla, e adesso dimostrano di non aver fatto molto di più».

Non si è salvato dal nubifragio e dagli allagamenti nemmeno il centro storico, in via Campana l’incrocio con via Fra’ Giocondo dopo la pioggia era uno spettacolo di bidoni dell’immondizia vuoti che galleggiavano in mezzo alla strada allagata. Fiume d’acqua anche in via San Nicolò con conseguenze inevitabili per il traffico dei pendolari che hanno intasatole vie del centro cercando di aggirare gli ostacoli.

In serata la presa di posizione del sindaco Giovanni Manildo: «Abbiamo lavorato molto sul dissesto idrogeologico, fenomeni come questi sono difficilmente gestibili, sono eventi imprevedibili che si possono limitare solo con la prevenzione, e noi l’abbiamo fatto».

Gli dà spalla il segretario cittadino del Pd Tonella: «Paghiamo 20 anni di incuria leghista e non sarà lo sporco sciacallaggio di queste ore a negare la verità. Noi abbiamo fatto opere di prevenzione che hanno ridotto i danni».

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